Con lapprovazione
in via definitiva della Legge di programmazione della spesa sanitaria che entrerà in
vigore il 1° dicembre 2001, viene sancito di fatto il passaggio alle Regioni di tutta la
spesa sanitaria con un programma che prevede il trasferimento di ben 241 miliardi di Euro
(465 mila miliardi delle vecchie Lire) dallo Stato alle Regioni per il triennio 2002
2004. Con questa Legge si dà inizio alla devolution sanitaria precedendo quella
delle altre due materie (scuola e sicurezza) che verranno trasferite successivamente per
sancire in via definitiva lautonomia delle Regioni dal Governo Centrale. Con il
trasferimento effettivo del potere decisionale sulla spesa sanitaria si responsabilizzano
anche le varie Regioni italiane ad un maggiore controllo sui tetti di spesa. Gli eventuali
sfondamenti dei budget saranno infatti a carico delle stesse Regioni che potranno agire
sia in maniera diretta sulla spesa stessa, sia stabilendo delle compartecipazioni alla
spesa: ticket sulle prestazioni, addizionale Irpef, tasse locali. Tutto ciò dovrà però
avvenire nellambito dei cosiddetti livelli essenziali di assistenza (L.
E. A.) che dovranno essere ridefiniti entro 60 giorni dallentrata in vigore della
Legge. Si tratta infatti di un concetto nuovo che sostituisce al vecchio vincolo di
costo-beneficio delle passate legislature quello di costo-qualità indispensabile per
rimodellare attraverso i L.E.A. il nuovo programma sanitario. Il monitoraggio continuo
della spesa, a livello regionale e a livello nazionale, dovrà comunque essere
lobiettivo primario del nuovo sistema, non essendo pensabile che, in unepoca
in cui grandi catene commerciali riescono a conoscere quotidianamente in tempo reale
lesatto incasso a livello nazionale dei punti vendita ubicati su tutto il
territorio, con le singole voci delle merci vendute e dei fondi di magazzino in giacenza,
la Sanità arranchi in una burocrazia che impedisce alla mano sinistra di vedere quello
che fa la mano destra. Le Regioni avranno una totale autonomia organizzativa e gestionale,
facendo però salva luniformità dellassistenza su tutto il territorio
nazionale. Verranno individuati gli Ospedali-Azienda cui verrà data lautonomia per
una sperimentazione gestionale. Nellambito della ristrutturazione ospedaliera le
Regioni adotteranno un nuovo parametro di riferimento letti-abitanti che prevede standard
di dotazione media di 5 posti letto per mille abitanti di cui l1 per mille riservato
alla riabilitazione ed alla lungo-degenza post acuzie. Gli esuberi del personale
risultanti dalla ristrutturazione, oltre che essere riassorbiti nellambito delle
strutture realizzate in sede di riconversione di quelle dismesse, verranno utilizzati per
assicurare la sostituzione del personale cessato dal servizio nellambito della
stessa Azienda nonché per realizzare servizi medici ed infermieristici domiciliari per
malati cronici e terminali. Il grosso problema dei contratti di lavoro del personale
dipendente e delle convenzioni verrà affrontato su un duplice livello: nazionale e
regionale/aziendale, anche se quello dei contratti e delle convenzioni potrà diventare
una sorta di partita a ping-pong da giocare su due tavoli con una autonomia regionale
sottoposta al vincolo della libertà vigilata da parte delle altre Regioni. Tra
laltro per livello nazionale si intenderà come al solito un livello interregionale
in cui rappresentanti delegati dalla conferenza delle Regioni tratteranno in nome e per
conto di tutte le Regioni, in un clima assembleare che di fatto svuoterà di contenuto la
autonomia regionale aggiungendo paletti e vincoli che impediranno quella flessibilità dei
contratti più che indispensabile in un attività che deve garantire un servizio
funzionante 24 ore su 24 per 365 giorni allanno. Vi è poi tutta la normativa che
riguarda la riclassificazione dei farmaci in fasce, e la sostituibilità dei farmaci
brevettati con gli omologhi farmaci generici con possibilità di pagamento del
differenziale del prezzo in caso di insostituibilità dichiarata, cosa che abbiamo già
anticipato nei precedenti numeri di Leadership Medica. Viene peraltro previsto
lacquisto diretto e la relativa distribuzione da parte di Asl e Aziende Ospedaliere
dei farmaci necessari per il primo ciclo di cure post-ricovero e dopo la visita
ambulatoriale specialistica. Un capitolo a parte merita il risparmio previsto sullo
smaltimento dei rifiuti speciali che dovranno essere sottoposti a disinfezione oppure a
sterilizzazione in autoclave allo scopo di assimilarli ai normali rifiuti urbani con un
notevole risparmio sulla spesa dello smaltimento. Ma il vero passo avanti della Legge
rientrante nel patto di stabilità economica programmato per il prossimo triennio è
quello relativo alle innovazioni tecnologiche e telematiche nella Sanità. Nel nostro
Paese convivono Aziende Ospedaliere con una qualificazione di grado eccellente e di alta
professionalità con Aziende Ospedaliere irrazionali, elefantiache e caotiche, sia sotto
il profilo dellassistenza che della gestione. Il controllo della spesa sanitaria
deve perciò agire sulla leva della qualità con una politica che non sia fatta solo di
tagli ma soprattutto di investimenti allo scopo di migliorare gli standard assistenziali e
gestionali. Lo snodo fondamentale di questo sviluppo è costituito dalla telematica e
dalla messa in rete di tutto il Servizio Sanitario per riuscire ad ottenere una concreta
integrazione dei servizi (medici, farmacie, Aziende Ospedaliere e Sanitarie, strutture
socio-assistenziali) con una concreta ed efficace trasmissione delle informazioni per gli
operatori con nuove possibilità di comunicazione ed un contemporaneo controllo globale
sul governo della spesa sanitaria. Questa Legge non scopre linformatica che,
comè noto, già opera nelle strutture sanitarie, ma viene di fatto resa
inefficiente per la sua completa parcellizzazione: tutte le realtà operanti
nellambito della Sanità in Italia hanno affrontato il problema
dellinformatizzazione secondo parametri decisi localmente e gelosamente riservati e
distaccati da tutto il resto del sistema. Il risultato è che con una spesa enorme non si
è neppure in grado di sapere cosa succede nella stanza accanto perché tutti si vogliono
dotare di sistemi sofisticati che però non devono comunicare tra di loro. La scommessa
tecnologica che viene avviata con questa Legge è quella di dotare il Servizio Sanitario
di una rete di interconnessioni che consenta:
1) di conoscere ogni dettaglio del
servizio per poterlo meglio programmare,
2) di dialogare tra i vari punti di
accesso allo scopo di consentire il miglioramento dellofferta dei servizi,
3) di dare avvio ad una concreta
integrazione dei servizi tra tutte le varie componenti che operano nellambito della
struttura;
tutto ciò allo scopo di fornire una
soddisfacente assistenza sanitaria a quello che è poi in definitiva il vero soggetto
dellassistenza, vale a dire il malato. Lultimo punto che potrà essere
notevolmente sviluppato disponendo di una capace rete di interconnessione è quello della
formazione on-line degli operatori sanitari attraverso la modernissima teledidattica. Si
tratta di una tecnologia multimediale consentita dalla integrazione funzionale di
elaboratori elettronici e sistemi di telecomunicazione che riescono a mettere in
comunicazione docente e discente attraverso teleseminari, videoconferenze, ipertesti
multimediali con possibilità di navigare attraverso le diverse sezioni del testo.
Naturalmente non basta la telematica, occorrerà anche portare i medici al letto del
paziente e discutere casi reali in presa diretta col malato, confrontandosi con le varie
realtà che operano nelle corsie ospedaliere, se si vorrà dare il via ad un vero
aggiornamento continuo del medico.
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