ROMA - Dal medico on
line non si potrà più aspettare la diagnosi ma solo un "consiglio". Sul suo
ricettario dovranno comparire solo voci essenziali come nome, cognome, titolo di studio e
indirizzo. Al massimo, le onorificenze. Su targhe, messaggi e materiale pubblicitario in
genere potranno comparire solo "verità oggettive e verificabili".
Sta per concludersi la nuova stesura del
codice medico che regolamenta la pubblicità dei camici bianchi.
«Ancora non abbiamo finito il lavoro -
spiega Giuseppe Del Barone, Presidente degli Ordini dei medici - ma era assolutamente
necessario rimettere mano alla materia.
La verità su ogni messaggio era, ovviamente, obbligatoria fino ad oggi ma, negli ultimi
dieci anni, sono cambiate tante cose nel mondo della comunicazione. E noi non potevamo non
tenerne conto: è arrivato Internet, si sono centuplicate le strade pubblicitarie. E,
anche sui ricettari, sono cominciati a spuntare strani messaggi e dubbie specialità».
Incredibile ma vero: qualcuno è arrivato a definirsi "esperto di obesità",
altri "specialisti in doppler arti inferiori".
Tutto rigorosamente vietato. Sul foglio potranno, dunque, essere segnalati i titoli di
studio ma sia chiaro, «senza abbreviazioni fuorvianti». Il medico dovrà autocertificare
che quello che lì è riportato è tutto vero. E vera dovrà essere ogni prestazione,
magari riportata in un piccolo pieghevole lasciato in sala daspetto.
Sono 17 le nuove regole, come anticipato
dal "Sole 24 ore - Sanità", che i medici dovranno leggere con molta attenzione
prima di appendere una targa fuori della porta, far stampare il ricettario, aprire un sito
web, o diffondere del materiale pubblicitario sulla loro attività.
«Che comunque - aggiunge Del Barone - non potrà mai gettare discredito sui colleghi.
Anche se lui è il solo e lunico depositario di una tecnica terapeutica. Il
cittadino, sia chiaro, deve essere sempre in grado di capire qual è il confine tra
scienza e propaganda. Oggi, in molte situazioni, sembra che i due mondi si sovrappongano.
E non va bene».
Un discorso a parte viene fatto su
Internet. Su quella marea di siti in cui il medico on line "visita" i pazienti.
Fino ad oggi non esistevano leggi ad hoc, vigeva il codice deontologico. Dora in poi
tutto quello che viaggia tra il dottore e il suo interlocutore dovrà essere assolutamente
trasparente: lOrdine a cui appartiene il medico, infatti, avrà la possibilità di
controllare ogni comunicazione.
Una decisione, questa, per mettere un freno a tutti quegli impostori che si spacciano per
emeriti terapeuti titolati.
Mai più definizioni del tipo "ospedale virtuale".
Dovrebbe, inoltre, diventare ancora più difficile lavorare allombra di un
prestanome come è stato scoperto più volte. Accettare di "coprire" (molti casi
sono stati scoperti tra gli odontotecnici) vorrà dire non poter più indossare il camice
per almeno un anno.
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