ROMA - Inutili tre
ricoveri su quattro per interventi chirurgici di routine. Dalla cataratta
allartroscopia alla decompressione del tunnel carpale, bastano una ventina di minuti
in sala operatoria: ben 43 patologie, piuttosto diffuse, potrebbero essere trattate in day
hospital. E invece i pazienti finiscono, in troppi casi, in un letto dospedale,
"divorando" risorse del servizio sanitario nazionale e alimentando sprechi.
Tagliando le degenze non necessarie, si
potrebbe risparmiare fino a un miliardo di euro. A puntare il dito contro
linappropiatezza di molte prestazioni sanitarie è unindagine
dellAgenzia per i servizi sanitari regionali (Assr).
Secondo lo studio, i 43 Drg, cioè le
tariffe fissate per ogni singola prestazioni, individuati fra i più a rischio di
inappropriatezza totalizzano il 25,83% dei ricoveri totali, 3.283.884 prestazioni su
12.715.589 eseguite nel 99, ultimi dati disponibili. Abbattere i ricoveri inutili è
uno dei compiti dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea).
Secondo lo studio, per esempio, per la
decompressione del tunnel carpale, una patologia frequente responsabile della perdita
della sensibilità delle dita della mano e risolvibile con un micro-intervento chirurgico
di dieci minuti, quasi la metà dei pazienti (44%) viene oggi ricoverato in ospedale, con
punte del 100% in Molise, Valle dAosta e Campania. E la lista non si ferma qui: il
75,53% delle prestazioni a rischio di inappropriatezza è trattato in ricovero e solo il
24,47% va in day hospital. Per traumi della pelle del tessuto sottocutaneo e della
mammella, interventi su orecchio, naso e gola, le degenze sfiorano il 100% dei casi,
mentre viene ricoverato l85% dei pazienti che si devono sottoporre ad artroscopia o
trattati per alterazioni dellequilibrio, affezioni del dorso, nevrosi
depressive.Tutto il Mezzogiorno è "sotto accusa", in particolare Molise,
Puglia, Abruzzo, Calabria e Lazio».
«Non facciamo processi a nessuno -
commenta Laura Pellegrini direttrice dellAgenzia -. Vogliamo solo fornire utili
parametri di riferimento per il miglior governo della spesa».
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