Mai come quest'anno le Associazioni, in occasione della discussione della Legge
Finanziaria, sono state propositive avanzando emendamenti relativi agli aspetti che
maggiormente coinvolgono le persone con disabilità e i loro familiari.
In particolare
la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap ha presentato a Gruppi
Parlamentari, della maggioranza e dell'opposizione, un insieme organico di emendamenti
espressi, fra l'altro, in modo formalmente ineccepibile e ben motivati. Riguardavano i
permessi lavorativi, i congedi retribuiti di due anni, le agevolazioni fiscali, le
barriere e così via.
Tutti questi
sforzi, alla lettura della Legge Finanziaria approvata ieri in via definitiva dal Senato,
sono risultati vani: nemmeno una delle proposte avanzate dalle Associazioni è stata
accolta. Erano almeno una decina d'anni che non veniva approvata una manovra così poco
attenta alle persone con disabilità e più in generale alle politiche sociali che sono le
grandi assenti nella Finanziaria 2002. Le poche novità che presentiamo riguardano infatti
solo di riflesso alcune persone disabili e le loro famiglie.
DETRAZIONI
PER FIGLI A CARICO
Ampio rilievo è stato garantito dagli organi di informazione sulle detrazioni
concesse alle famiglie. Tentiamo di capirci di più. Chi presenta la denuncia dei redditi
annuale (in proprio o attraverso il proprio datore di lavoro), ha l'opportunità di
operare detrazioni per figli e familiari a carico. Può cioè ridurre l'imposta lorda a
seconda del numero di familiari che ha a proprio carico. Per legge sono fissati gli
importi che possono essere detratti dall'imposta lorda e gli eventuali limiti di reddito
entro i quali sono ammesse queste detrazioni. Nell'ultima Finanziaria il Parlamento ha
aumentato le cifre forfettariamente detraibili per ogni figlio a carico.
Dal 2002 la
detrazione che si può operare sull'imposta lorda che è di 516,46 euro (1 milione di
lire) per ciascun figlio a carico a condizione che non si superi il reddito complessivo di
36.151,98 euro (70 milioni di lire). Se i figli a carico sono due il limite di reddito
sale a 41.316,55 euro (80 milioni di lire). Se i figli a carico sono tre il limite è di
46.481,12 euro (90 milioni di lire). Nessun limite di reddito è previsto se i figli sono
quattro o più. Nel caso infine che il reddito sia compreso fra i 46.481,12 e i 51.645,69
euro (100 milioni) spetta comunque una detrazione che è pari a 303,68 euro per il primo
figlio e a 336,73 euro per i successivi figli a carico.
La Finanziaria 2002 prevede inoltre che per ogni figlio disabile sia possibile portare in
detrazione 774,69 euro (1 milione e mezzo di lire). Per definire il disabile ci si
riferisce alla situazione di handicap di cui all'articolo 3 della legge 104/1992 (non si
fa menzione quindi alla connotazione di gravità). Per gli altri familiari conviventi a
carico è prevista una detrazione pari a 285,08 euro.
Vogliamo a
questo punto attirare l'attenzione su quei contribuenti che in termini
"tributari" vengono definiti "incapienti". Gli incapienti sono quei
contribuenti che hanno un reddito tanto basso (sono qualche milione in Italia) da non
poter presentare la denuncia dei redditi. Ma si possono considerare incapienti anche quei
contribuenti che, pur presentando la denuncia, dispongono di un reddito non molto alto e
non debbono quindi allo Stato un imposta tanto alta da permettere di sfruttare appieno le
detrazioni offerte dalla normativa fiscale.
Tutti questi contribuenti trarranno un beneficio limitato, o non l'avranno affatto, da
questa manovra finanziaria. I maggiori benefici li avranno invece le famiglie con redditi
medio-alti.
Facciamo un
esempio. Un operaio con un reddito di circa 16000 euro (poco più di 30 milioni di lire)
con moglie e tre figli, di cui uno disabile a carico, ha diritto a circa 2100 euro di
detrazioni. Probabilmente questa cifra sarà molto vicina all'imposta lorda che deve
all'erario. Ma se in quell'anno vorrà detrarre spese sanitarie (quelle detraibili) oppure
spese per ausili o per la ristrutturazione dell'abitazione o ancora per l'acquisto di un
veicolo per il trasporto del figlio disabile, l'imposta residua (sempre che ci sia) non
gli permetterà di operare anche questa detrazione e le spese citate rimarranno
interamente o in larghissima misura a suo carico. Purtroppo si tratterà di situazioni
tutt'altro che infrequenti e che riguarderanno le famiglie con reddito più basso.
Un altro esempio ancora più eclatante. Pensionato sociale con figlio a carico. Non
presenta alcuna denuncia dei redditi e non fruisce quindi di nessun beneficio.
AUMENTO
DELLE PENSIONI MINIME
Anche questa novità è stata ampiamente propagandata. Sono erogate in Italia molte
pensioni (sia sociali che di inabilità che di anzianità) inferiori, talvolta anche di
molto, al milione di lire. Dal primo gennaio prossimo queste pensioni verranno innalzate a
516,89 euro (un milione di lire) a patto che il beneficiario abbia più di 70 anni di età
e che non disponga di un reddito personale, escluso l'eventuale reddito derivante
dall'abitazione, superiore a 6.713,98 euro (13 milioni di lire). Nel caso sia coniugato il
reddito dei due coniugi non deve superare i 6.713,98 euro incrementati dell'importo annuo
dell'assegno sociale (circa 21 milioni totali quindi).
Lo stesso
aumento a 516,89 euro spetta anche agli invalidi civili totali, ai sordomuti e ai ciechi
civili assoluti. Il limite di reddito personale è il medesimo (6.713,98 euro), mentre il
limite di età in questo caso è abbassata a 60 anni. Come si potrà notare, la misura non
interessa gli invalidi civili parziali (dal 99% al 74% di invalidità) che riscuotono
l'assegno mensile di assistenza, né i ciechi civili parziali. Tantomeno riguarda gli
invalidi con meno di 60 anni di età anche se hanno una disabilità gravissimi e sono
privi di reddito.
Un'altra
eccezione riguarda, più in generale, il limite di età di 70 anni. Si tratta di un
meccanismo che anticipa di un anno il diritto all'aumento per ogni cinque anni di
contributi versati, con un massimo di cinque anni di "bonus". Un esempio: se un
pensionato ha versato 20 anni di contributi, e la sua pensione è comunque inferiore al
milione, gli vengono riconosciuti 4 anni di bonus e potrà godere dell'aumento a partire
dal compimento del sessantaseiesimo anno di età.
INTERPRETARIATO
E SORDOMUTI
La Finanziaria 2002 prevede che le spese sostenute per i servizi di interpretariato
dai soggetti riconosciuti sordomuti siano detraibili in ragione del 19%.
RISTRUTTURAZIONI
EDILIZIE
La Legge 449/1997 aveva introdotto disposizioni volte a favorire il recupero del
patrimonio edilizio, consentendo la detraibilità delle spese sostenute per diverse
tipologie di interventi di carattere edilizio e tecnologico. In virtù di quella norma è
possibile detrarre - dall'imposta lorda sui redditi delle persone fisiche - una cifra pari
al 36% delle spese sostenute. L'importo massimo detraibile non può superare l'imposta
lorda stessa; il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è di 150 milioni
di lire. L'importo detraibile deve essere ripartito in cinque quote annuali di pari
importo; viene ammessa la possibilità di suddividere tale importo in quote annuali su
dieci anni. Questo beneficio è esteso dalla Finanziaria approvata anche al 2002.
Ricordiamo gli
elementi per noi più rilevanti di questa norma. Nelle parti comuni degli edifici sono
ammesse alla detrazione le spese derivanti da interventi volti alla manutenzione
ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e
ristrutturazione.
Le stesse spese, ad esclusione di quelle relative alla manutenzione ordinaria, sono
ammesse alla detrazione nelle singole unità immobiliari. Le opere per l'eliminazione di
barriere architettoniche sono esplicitamente incluse in queste agevolazioni, sia che gli
interventi insistano nelle singole unità immobiliari, sia che siano realizzati in parti
comuni degli edifici.
Il beneficio fiscale non interessa solo l'installazione di ascensori e montacarichi, ma
anche la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e
ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna
ed esterna all'abitazione, aprendo l'opportunità di ottenere l'agevolazione anche sulle
soluzioni di domotica e controllo ambientale.
Sempre a proposito di prestazioni di recupero edilizio, anche per il 2002 verrà applicata
l'aliquota IVA del 10% introdotta nel 2000. L'agevolazione regolamentata in modo piuttosto
articolato, si applica alle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e
risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia eseguite esclusivamente su fabbricati
destinati ad uso abitativo privato. Oltre che su queste prestazioni l'IVA al 10% si
applica anche su alcuni prodotti già definiti dal Decreto del Ministro delle finanze del
29
dicembre 1999 e cioè su: ascensori, infissi esterni ed interni, videocitofoni,
apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria, sanitari e rubinetterie da bagno,
impianti di sicurezza se destinati a fabbricati a prevalentemente uso abitativo.
FINANZIAMENTO
DELLA LEGGE 13/1989
Con particolare insistenza era stato richiesto dalle associazioni che fosse
rifinanziata la Legge 13/1989, che prevede contributi per l'eliminazione delle barriere
architettoniche negli edifici privati. Questo genere di misure vengono riportate non nel
testo della legge finanziaria, ma nel bilancio e più esattamente nella Tabella relativa
al Ministero dell'Ambiente e tutela del territorio, la cui versione ufficiale non è, al
momento attuale, ancora disponibile.
MORBO DI
COOLEY E DREPANOCITOSI
Fra gli articoli della nuova Finanziaria se ne trova uno che introduce misure a favore
dei lavoratori affetti da talassemia major (morbo di Cooley) e drepanocitosi. I lavoratori
affetti da queste patologie da talassemia major che hanno raggiunto un'anzianità
contributiva pari o superiore a dieci anni, in concorrenza con almeno trentacinque anni di
età anagrafica, hanno diritto a un'indennità annuale di importo pari a quello del
trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. La
misura, che giustamente farà piacere ai diretti interessati, lascia un po' perplessi
quanto alla logica (se ve n'è una) adottata: vi sono infatti centinaia di patologie
invalidanti almeno quanto la talassemia che avrebbero pari diritto a una provvidenza
simile.
(l'autore è
responsabile del Centro per la documentazione legislativa Unione Italiana Lotta alla
Distrofia Muscolare, Direzione Nazionale)
http://www.handylex.org
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