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06/12/2001
Nasce il «medico a ore» per l’ospedale

Sirchia cancella la riforma Bindi: meno vincoli per l’attività privata, si potrà lavorare fino a 70 anni. Le linee guida del disegno di legge presentate dal ministro: spariscono di fatto intramoenia ed extramoenia. Critici i sindacati.

ROMA - Una forte spallata al rapporto in esclusiva con l’ospedale, niente più divisioni tra extramoenia e intramoenia. Ci sarà invece un’unica categoria di medici, i dipendenti, che potranno lavorare con meno vincoli nei loro studi. Nasce inoltre la figura del prestatore d’opera, il «medico a ore» che sottoscrive un contratto con l’azienda sanitaria. Questo propone il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che dopo aver pensato ai farmaci e ai tagli sulla spesa, si dedica ai suoi colleghi. Per i medici finisce l’era Rosy Bindi, il ministro oggi deputato della Margherita che, con la sua Riforma, aveva diviso i dipendenti degli ospedali in due categorie: quelli che svolgono la libera professione sotto il controllo dell’azienda, in regime di rapporto esclusivo (intramoenia), e quelli che invece, pur avendo un contratto di dipendenza, preferiscono che la loro attività sia completamente «libera» (extramoenia), rinunciando a maggiorazioni di stipendio e avanzamenti di carriera, primariati compresi. Il doppio binario non esisterà più, o perlomeno viene stravolto, secondo il progetto di modifica alla legge 229 (la Riforma bindiana), che prevede una revisione dello stato giuridico del personale medico. Il rapporto di dipendenza con l’azienda sarà unico e tutti i camici bianchi che lo sottoscriveranno potranno svolgere l’attività privata, anche nei loro studi e senza i vincoli attuali. A loro si affianca una nuova figura: il «medico a ore», che stipula con l’azienda un contratto a termine e ha con essa un rapporto libero professionale, come fosse un consulente. In termini tecnici si parla di «collaborazione continuativa». 

PARLAMENTINO - È come se Sirchia avesse impugnato un cancellino per eliminare dalla lavagna i segni lasciati dal ministro precedente. Il progetto è stato presentato ieri al cosiddetto parlamentino dei medici (le 16 sigle sindacali più la Federazione nazionale degli ordini, la Fnomceo), nella stessa sala riunioni dove circa due anni fa era stata abbozzata la terza riforma della sanità italiana. Non c’è ancora niente di scritto, ma c’è la volontà di fare presto. Il ministro Sirchia ha esordito affermando di «voler dare impulso alla professione medica» e ha annunciato come molto vicina la prima bozza di un disegno di legge.

NOVITA’ - Molte le novità in arrivo. Viene introdotto il principio della reversibilità del rapporto esclusivo: chi ha optato per la dipendenza potrà cambiare idea e viceversa, non ci saranno più scelte definitive. Ancora da definire i dettagli per lo svolgimento della libera professione da parte dei dipendenti: ipotizzate due soluzioni diverse per le specialità cliniche (negli studi, in clinica, ecc.), e le specialità chirurgiche (si prevede restino nelle strutture ospedaliere per maggiore garanzia del cittadino). Dovrebbe essere il direttore generale ad avere l’ultima parola su quali strutture utilizzare. In sospeso la decisione sui dipendenti che si occupano di diagnostica e laboratoristi. Infine l’età pensionabile, uniformata a quella degli universitari. Gli ospedalieri potranno lasciare la corsia a 67 anni, con la prospettiva di un rinnovo annuale del contratto fino a 70 anni, sempre che faccia comodo all’azienda. 

PRO E CONTRO - «Qualcosa si muove anche se restano alcune incertezze quali gli aspetti concreti sulla libera professione», commenta Stefano Biasioli, del sindacato dei medici ospedalieri Cimo. Feroce la critica di Roberto Polillo, Cgil medici: «Hanno visto Harry Potter e hanno buttato giù questo piano che respingiamo per intero. Con la libera professione nasce una nuova categoria, quella dei medici precari». « L’obiettivo di dare più potere alla categoria - conclude Serafino Zucchelli dell’Anaao - è stato disatteso: creando un spazio di assoluto rilievo per il direttore generale delle Asl.

Fonte: corriere salute

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