ROMA - Una forte spallata al rapporto
in esclusiva con lospedale, niente più divisioni tra extramoenia e intramoenia. Ci
sarà invece ununica categoria di medici, i dipendenti, che potranno lavorare con
meno vincoli nei loro studi. Nasce inoltre la figura del prestatore dopera, il
«medico a ore» che sottoscrive un contratto con lazienda sanitaria. Questo propone
il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che dopo aver pensato ai farmaci e ai tagli
sulla spesa, si dedica ai suoi colleghi. Per i medici finisce lera Rosy Bindi, il
ministro oggi deputato della Margherita che, con la sua Riforma, aveva diviso i dipendenti
degli ospedali in due categorie: quelli che svolgono la libera professione sotto il
controllo dellazienda, in regime di rapporto esclusivo (intramoenia), e quelli che
invece, pur avendo un contratto di dipendenza, preferiscono che la loro attività sia
completamente «libera» (extramoenia), rinunciando a maggiorazioni di stipendio e
avanzamenti di carriera, primariati compresi. Il doppio binario non esisterà più, o
perlomeno viene stravolto, secondo il progetto di modifica alla legge 229 (la Riforma
bindiana), che prevede una revisione dello stato giuridico del personale medico. Il
rapporto di dipendenza con lazienda sarà unico e tutti i camici bianchi che lo
sottoscriveranno potranno svolgere lattività privata, anche nei loro studi e senza
i vincoli attuali. A loro si affianca una nuova figura: il «medico a ore», che stipula
con lazienda un contratto a termine e ha con essa un rapporto libero professionale,
come fosse un consulente. In termini tecnici si parla di «collaborazione
continuativa».
PARLAMENTINO - È come se Sirchia avesse impugnato un cancellino per eliminare dalla
lavagna i segni lasciati dal ministro precedente. Il progetto è stato presentato ieri al
cosiddetto parlamentino dei medici (le 16 sigle sindacali più la Federazione nazionale
degli ordini, la Fnomceo), nella stessa sala riunioni dove circa due anni fa era stata
abbozzata la terza riforma della sanità italiana. Non cè ancora niente di scritto,
ma cè la volontà di fare presto. Il ministro Sirchia ha esordito affermando di
«voler dare impulso alla professione medica» e ha annunciato come molto vicina la prima
bozza di un disegno di legge.
NOVITA - Molte le novità in
arrivo. Viene introdotto il principio della reversibilità del rapporto esclusivo: chi ha
optato per la dipendenza potrà cambiare idea e viceversa, non ci saranno più scelte
definitive. Ancora da definire i dettagli per lo svolgimento della libera professione da
parte dei dipendenti: ipotizzate due soluzioni diverse per le specialità cliniche (negli
studi, in clinica, ecc.), e le specialità chirurgiche (si prevede restino nelle strutture
ospedaliere per maggiore garanzia del cittadino). Dovrebbe essere il direttore generale ad
avere lultima parola su quali strutture utilizzare. In sospeso la decisione sui
dipendenti che si occupano di diagnostica e laboratoristi. Infine letà
pensionabile, uniformata a quella degli universitari. Gli ospedalieri potranno lasciare la
corsia a 67 anni, con la prospettiva di un rinnovo annuale del contratto fino a 70 anni,
sempre che faccia comodo allazienda.
PRO E CONTRO - «Qualcosa si muove anche se restano alcune incertezze quali gli aspetti
concreti sulla libera professione», commenta Stefano Biasioli, del sindacato dei medici
ospedalieri Cimo. Feroce la critica di Roberto Polillo, Cgil medici: «Hanno visto Harry
Potter e hanno buttato giù questo piano che respingiamo per intero. Con la libera
professione nasce una nuova categoria, quella dei medici precari». « Lobiettivo di
dare più potere alla categoria - conclude Serafino Zucchelli dellAnaao - è stato
disatteso: creando un spazio di assoluto rilievo per il direttore generale delle Asl.
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