La medicina
s'informatizza e anche l'anatomia patologica cambia look. Viaggiando attraverso la rete
telefonica.
Materia prima nel lavoro del patologo è il "vetrino". Una lastrina di vetro
entro cui si colloca e si conserva un frammento di tessuto da sottoporre a esame
microscopico.
Ebbene: oggi tutto ciò può esser trasmesso a ogni angolo del globo e alla velocità del
lampo. Grazie alla "telepatologia", di cui il professor Rosai è un acceso
fautore e fruitore. «Con una sofisticata apparecchiatura», spiega il patologo, «è
possibile realizzare una riproduzione digitale di tutto il vetrino. In tal modo quel
reperto "materiale" diventa un'immagine, trasmissibile via Internet, capace di
viaggiare da una città all'altra, da un continente all'altro, e di arrivare sul computer
di altri patologi».
Impareggiabile prerogativa di questo sistema è che consente allo specialista di
analizzare il tessuto virtuale con diversi ingrandimenti, come al microscopio.
Intuibili le performance della telepatologia: ogni Paese, ogni struttura poco attrezzata
può garantirsi in tempo reale una consulenza specialistica qualificata.
Come quella di Juan Rosai, che con questo mezzo continua ad assicurare il suo illuminante
parere ai colleghi d'Oltreoceano
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