Il monito a non sottovalutare la gravità del fenomeno viene da
uno studio dell'University of Sunderland, in Gran Bretagna, che ha analizzato la
diffusione e la gravità dell'asma nei bambini nel proprio Paese, mettendo però in chiaro
una situazione che può essere comune anche in altre nazioni.
Gli esperti britannici hanno indagato sulla frequenza di sintomi di
asma in 3mila ragazzi tra i 13 e i 14 anni.
Dall'indagine è emerso che un giovane su quattro ha sofferto di asma sin dalla più
tenera età.
La diagnosi di asma, soprattutto di fronte a forme lievi, è spesso
difficile da eseguire non perché non ci siano gli strumenti, ma perché non di rado la
malattia viene confusa con altri tipi di disturbi.
Nel bambino, il problema della sottodiagnosi è legato soprattutto alla
mancata comunicazione al medico, da parte dei genitori, dei sintomi caratteristici di
questa malattia avvertiti dal piccolo. D'altra parte può capitare che nelle fasi iniziali
i disturbi siano molto sfumati e, quindi, non presi in seria considerazione dai famigliari
dell'interessato e, a volte, dal medico stesso.
La chiara conseguenza di una diagnosi scorretta o della mancata
identificazione della malattia è ovviamente una terapia non adeguata, mentre un
trattamento mirato ed efficace, fondamentale per un buon controllo la malattia"
segnala l'esperto.
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