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17/01/2002
Alcol in gravidanza, neonato ipotiroideo
Dunque con il rischio di problemi cerebrali. Perché bevendo si blocca la produzione di ormoni nel feto.

Una madre che beve, particolarmente durante gli ultimi mesi di gravidanza, mette a serio rischio di ipotiroidismo il futuro figlio. Risultato? Tutte le anomalie, soprattutto cerebrali, provocate da una insufficiente produzione, sia da parte della madre che del feto, di ormone tiroideo. «Che l’alcol facesse male lo sapevamo, ma fino a oggi non era mai stata stabilita una correlazione di questo tipo», spiega il dottor Thimothy Cudd, docente di fisiologia alla Texas A&M University, e prima firma dell’importante studio pubblicato sul numero di gennaio di Alcoholism: Clinical & Experimental Research.
L’idea di collegare le anormalità nei neonati da madre bevitrice, con quelle derivanti dall’ipotiroidismo è nata in seguito alla notevole somiglianza delle patologie. «I bambini scarsamente esposti all’ormone tiroideo durante la gravidanza presentano in effetti anomalie cerebrali assolutamente simili a quelle dei piccoli affetti da FAS (fetal alcohol syndrome, sindrome alcolica fetale): e cioè carenze nell’intelligenza, deficit dell’attenzione, problemi del linguaggio e della lettura, e più in generale handicap in tutte le performance scolastiche», dice Cudd.
L’ormone tiroideo ha una funzione importante nel corretto sviluppo di tutto l’intero sistema ormonale. E per un corretto sviluppo del feto intervengono sia la madre sia il piccolo: all’inizio della gravidanza è l’ormone materno a raggiungere il feto attraverso la placenta, in un secondo momento è il feto stesso a produrlo. Un ridotto afflusso di ormone influisce soprattutto sul corretto sviluppo dell’ippocampo e del cervelletto.
Per verificare se l’effetto dell’alcol sul feto potesse provocare l’ipotiroidismo, i ricercatori hanno scelto - come animale modello - le pecore, il cui sistema della tiroide si sviluppa, durante la gravidanza, in un modo molto simile a quello umano. A un gruppo di pecore incinte da 109 giorni (l’equivalente del sesto mese per una donna) sono state somministrate quantità di alcol, correlate al loro peso, pari a quelle assunte da una madre che beve occasionalmente alcolici durante una settimana, soprattutto nel week end. A un gruppo di controllo di animali è stata invece somministrata una soluzione salina. Una decina e una ventina di giorni dopo, alle pecore e ai feti sono stati prelevati campioni di sangue: «Ebbene, per quanto riguarda le pecore che avevano assunto l’alcol, sia nelle madri gravide sia nei feti, abbiamo registrato una funzione della tiroide notevolmente alterata. Prima della somministrazione, tutto funzionava alla perfezione».
Prossimo passo della sperimentazione: verificare la stessa situazione nell’uomo.

Fonte: salute italia

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