Dopo i 20 anni, nelle
donne, quando si rompe un osso aumenta il rischio di andare incontro ad altre fratture.
Secondo uno studio apparso sugli "Archives of Internal Medicine", anche le
fratture che avvengono prima della menopausa costituiscono una minaccia per la solidità e
la resistenza ossea. Altro che età d'oro, che gioventù beata, periodo di
spensieratezza!: per quanto concerne la salute e la sua tutela occorre stare in guardia
fin da subito, ponendo in essere comportamenti e stili di vita che rimandino al più tardi
possibile eventi di questo genere.
Infatti, come affermano studiosi
neozelandesi, se tra i 20 e i 50 anni d'età si è verificata una frattura ossea (non
dovuta ad incidenti o trami) aumenta fino al 74% il rischio che, in futuro, se ne
verifichino di ulteriori.
Lo rivela l'Università di Auckland dove
è stata studiata la solidità ossea di un migliaio di donne (età media oltre i 73),
entrate in menopausa da almeno 10 anni. Il 9% del campione aveva subìto fratture prima
dei 20 anni d'età e, in questo caso, il rischio di altre rotture ossee non aumentava.
Invece, il 7% delle donne, in cui le fratture si erano verificate tra i 20 e i 50, aveva
una probabilità significativamente maggiore (fino al 74%) di nuove fratture.
Questi risultati si sono dimostrati
indipendenti dalla densità ossea, dall'età, dalla storia materna di fratture dell'anca,
dall'età di entrata in menopausa, dal peso, dall'aver seguito la terapia sostitutiva a
base di estrogeni, del fumo e dall'alcol.
Gli esperti sostengono che le donne 'a
rischio frattura' devono controllare spesso la loro densità ossea, prendere in
considerazione cambiamenti alimentari e comportamentali e intraprendere terapie
anti-osteoporosi.
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