MILANO - Tra il 1990 ed
il 2025 in Europa la popolazione femminile crescerà di oltre un terzo. Gli uomini
sono più fortunati: uno ogni tre donne soffre di questa malattia sistemica progressiva.
Questo è il prezzo che il gentil sesso paga per vivere più a lungo.
La causa principale dell'osteoporosi poi è strettamente femminile: la menopausa
danneggia, infatti, le ossa. Una condizione che riguarda moltissime italiane, un terzo
delle ultracinquantenni subisce una frattura , e pensare che il dato si riferisce solo
alle più frequenti. Nel nostro Paese si contano un milione e
duecentomila fratture vertebrali da osteoporosi e 180 mila quelle al
femore. E a valutare le condizioni delle ossa delle nostre connazionali sono
state oggi a Milano quattro organismi importanti: la Federazione Italiana Medici di
Famiglia, Lega Italiana Osteoporosi, l'ANAAO ASSOMED (l'Associazione medici
dirigenti) ed il Tribunale dei diritti del malato. Insieme hanno indicato il percorso da
seguire per curare questa patologia ed i trattamenti. A partire da quelli
farmacologici, a base di alendronato, risedronato, raloxifene, gli estrogeni ed i sali di
calcio o di fluoro, passando poi per l'esercizio fisico attraverso la stimolazione
meccanica , ed all'impiego di protettori esterni dell'anca: un mezzo destinato a
limitare l'incidenza di fratture di femore.
L'osteoporosi si conferma così una malattia insidiosa, ma anche misconosciuta e
sottovalutata. Ogni anno in Italia sarebbero 18mila i casi d'invalidità
conseguenti alla riduzione della densità e della qualità delle ossa. Il
rapporto tra massa ossea e rischio di frattura è più forte che tra colesterolemia
e rischio di malattia coronaria. Le fratture più frequenti sono quelle distali del
radio, le prossimali del femore ed i cedimenti vertebrali. Rispetto alle ultra
cinquantenni le donne che soffrono di osteoporosi si fratturano più spesso pelvi,
omero e coste. Le conseguenze di tutte le fratture sono: dolore, deformità,
cambiamento della postura e disabilità, mentre quelle vertebrali
causano cifosi e riduzione dell'altezza. Quando ci si frattura il femore le
complicanze sono ben più gravi. Dal 12 al 20% dei casi i pazienti
decedono entro un anno dalla frattura, il 50% di coloro che sopravvivono non
riescono a tornare ad una vita indipendente. Solo un terzo recupera il livello funzionale
precedente.
Ma quali sono i fattori di rischio delle frattureda osteoporosi.? Ben una quindicina
dipendono da una riduzione della massea ossea . Vanno dalla carenza
estrogenica, dovuta soprattutto a menopausa precoce, a precedenti familiari, e
dall'abuso di tabacco a quello di alcol. Una dozzina, invece, sono i fattori
di rischio indipendenti dalla riduzione della massa ossea come, per esempio i
disturbi della vista, le malformazioni dei piedi , l'assunzione di farmaci ed una
serie doi malattie. Quali: le aritmie cardiache ed il Parkinson. Un ruolo importante
lo rivestono le cadute, la loro incidenza aumenta in misura esponenziale con l'aumentare
dell'età è maggiore tra le donne ed è tre volte più frequente tra i
ricoverati in case di cura che tra gli altri anziani. Un evento che capita molto
spesso, si calcola, infatti, che il la metà degli ottantenni cade una volta
all'anno. L'osteoporosi, infine, rivela quindi degli alti costi sociali , anche se
colpisce prevalentemente persone che non rientrano più nel circuito lavorativo.
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