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16/12/2001
Due nuovi farmaci contro il cancro alla mammella

Anastrazolo e letrozolo sarebbero più efficaci del tamoxifene, oggi il medicinale principe.

Due nuovissimi farmaci per la cura del cancro al seno - l’anastrazolo e il letrozolo – si sono dimostrati più efficaci, e con un minor numero di effetti collaterali, rispetto al medicinale oggi più largamente impiegato, cioè il tamoxifene.

La positiva notizia viene da San Antonio, in Texas, dove è in corso l’annuale Breast Cancer Symposium. A questo risultato si è arrivati attraverso la più vasta sperimentazione su questo tipo di tumore mai realizzata al mondo, dal momento che ha coinvolto ben 9366 donne in postmenopausa, in 21 diversi Paesi.

Il test si è svolto dividendo le pazienti in tre gruppi: quelle cui è stato somministrato il tamoxifene, quelle cui è stato somministrato l’anastrazolo, e quelle cui è stata somministrata una combinazione dei due farmaci. Ebbene, nelle donne trattate con l’anastrozolo il rischio che il cancro al seno ricompaia si abbassa del 17 per cento, rispetto alle pazienti cui è stato somministrato il tamoxifene. Anche gli effetti collaterali sono molto più contenuti.

Un secondo test su 907 donne ha dimostrato che anche il letrozolo è più efficace del tamoxifene, nel migliorare la percentuale di sopravvivenza nelle donne con cancro alla mammella avanzato o in metastasi. Dopo un periodo di sperimentazione durato ben due anni, infatti, le pazienti che assumevano il letrozolo avevano una percentuale di sopravvivenza, durante la quale il tumore non progrediva, superiore del 56 per cento rispetto a chi assumeva il tamoxifene.

I nuovi farmaci agiscono come inibitori dell’aromatasi, cioè un enzima che agisce prevenendo la produzione degli ormoni estrogeni, il cui stimolo è essenziale per un accelerato sviluppo delle cellule tumorali. Lo stesso tamoxifene, rispetto al quale i due nuovi farmaci hanno dimostrato di essere più efficaci, blocca i recettori degli estrogeni nella mammella.

Tutti questi medicinali, comunque, sono indicati soprattutto per le donne che hanno superato il periodo della menopausa, dal momento che le donne fertili producono gli estrogeni per vie non suscettibili alla azione dai farmaci stessi.

 

Fonte: saluteitalia

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