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06/12/2001
Dalla mirra un nuovo e potente anticancro

Stando ai primi test di laboratorio, il composto è particolarmente efficace contro il tumore alla prostata e al seno

Una sostanza contenuta nella mirra sembra avere tutte le carte in regola per diventare un potente anticancro. Sperimentato in provetta, il composto ha dimostrato di essere in grado di uccidere le cellule cancerogene, e secondo i ricercatori che l’hanno messo alla prova, sarebbe attivo contro due forme di tumore in particolare: alla prostata e al seno.

«È la prima volta che nella mirra viene identificata una sostanza anti-cancro così attiva», spiegano i ricercatori della Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, a commento dei loro risultati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Natural Products.
Coordinati da Chi-Tang Ho, gli scienziati hanno studiato un particolare tipo di mirra, dal nome latino di Commiphora myrrha, da cui hanno estratto un principio attivo che è risultato efficace contro le cellule cancerogene MCF-7 coinvolte nel tumore al seno e resistenti ai comuni farmaci antitumorali.
«L’estratto in questione appartiene alla classe delle sostanze denominate sesquiterpenoidi, che si trovano nei prodotti naturali, e che già in passato hanno dimostrato di essere efficaci contro il cancro. Anche nel caso della mirra è andata così: l’estratto che abbiamo testato in laboratorio ha ucciso tutte le cellule cancerogene», sottolineano gli studiosi americani protagonisti dell’esperimento.

Stando alle prime analisi, il composto ricavato dalla mirra agirebbe inattivando una proteina specifica, la Bcl-12, che viene prodotta in gran quantità dalle cellule cancerogene, particolarmente da quelle legate al tumore alla prostata e alla mammella.

«Si ritiene che la sovrapproduzione di questa proteina promuova la crescita delle cellule cancerogene e le renda anche più resistenti alla chemioterapia», aggiungono i ricercatori. Spiegando anche che, sempre stando ai primi studi, la sostanza contenuta nella mirra non è così potente come i farmaci chemioterapici convenzionali, ma d’altro canto è senz’altro meno tossica nei confronti delle cellule sane dell’organismo. «Molto probabilmente, ha un’efficacia paragonabile a quella di altre sostanze anticancro naturali, come il licopene contenuto nei pomodori e le catechine che si trovano nel tè», ipotizzano gli scienziati. «Ma se riusciamo a comprendere meglio le sue caratteristiche, potrebbe essere possibile aumentarne ulteriormente la potenza. E forse nella mirra stessa ci sono altri composti ancora più efficaci».

La mirra si ricava dalla resina che trasuda alcuni alberi della famiglia delle Commiphora, e per molti secoli è stata usata come unguento, come profumo e anche bruciata come incenso. Ma è stata sfruttata anche per le sue capacità terapeutiche, come antidolorifico e per guarire le ferite.

Fonte: salute italia

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