| Una sostanza contenuta nella mirra
sembra avere tutte le carte in regola per diventare un potente anticancro. Sperimentato in
provetta, il composto ha dimostrato di essere in grado di uccidere le cellule cancerogene,
e secondo i ricercatori che lhanno messo alla prova, sarebbe attivo contro due forme
di tumore in particolare: alla prostata e al seno.
«È la prima volta che nella mirra viene
identificata una sostanza anti-cancro così attiva», spiegano i ricercatori della Rutgers
University di New Brunswick, nel New Jersey, a commento dei loro risultati pubblicati
sulla rivista scientifica Journal of Natural Products.
Coordinati da Chi-Tang Ho, gli scienziati hanno studiato un particolare tipo di mirra, dal
nome latino di Commiphora myrrha, da cui hanno estratto un principio attivo che è
risultato efficace contro le cellule cancerogene MCF-7 coinvolte nel tumore al seno e
resistenti ai comuni farmaci antitumorali.
«Lestratto in questione appartiene alla classe delle sostanze denominate
sesquiterpenoidi, che si trovano nei prodotti naturali, e che già in passato hanno
dimostrato di essere efficaci contro il cancro. Anche nel caso della mirra è andata
così: lestratto che abbiamo testato in laboratorio ha ucciso tutte le cellule
cancerogene», sottolineano gli studiosi americani protagonisti dellesperimento.
Stando alle prime analisi, il composto
ricavato dalla mirra agirebbe inattivando una proteina specifica, la Bcl-12, che viene
prodotta in gran quantità dalle cellule cancerogene, particolarmente da quelle legate al
tumore alla prostata e alla mammella.
«Si ritiene che la sovrapproduzione di
questa proteina promuova la crescita delle cellule cancerogene e le renda anche più
resistenti alla chemioterapia», aggiungono i ricercatori. Spiegando anche che, sempre
stando ai primi studi, la sostanza contenuta nella mirra non è così potente come i
farmaci chemioterapici convenzionali, ma daltro canto è senzaltro meno
tossica nei confronti delle cellule sane dellorganismo. «Molto probabilmente, ha
unefficacia paragonabile a quella di altre sostanze anticancro naturali, come il
licopene contenuto nei pomodori e le catechine che si trovano nel tè», ipotizzano gli
scienziati. «Ma se riusciamo a comprendere meglio le sue caratteristiche, potrebbe essere
possibile aumentarne ulteriormente la potenza. E forse nella mirra stessa ci sono altri
composti ancora più efficaci».
La mirra si ricava dalla resina che
trasuda alcuni alberi della famiglia delle Commiphora, e per molti secoli è stata
usata come unguento, come profumo e anche bruciata come incenso. Ma è stata sfruttata
anche per le sue capacità terapeutiche, come antidolorifico e per guarire le ferite.
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