| Breve tempo di ricovero, meno dolore
e minima invasività a carico dei tessuti: questi i vantaggi della nuova tecnica di
trattamento chirurgico del tumore messa a punto presso il Southwestern Medical Center dellUniversità
del Texas a Dallas.
Il primo a beneficiarne è stato il
sessantaduenne David Rist, a cui era stato diagnosticato un cancro a entrambi i reni, uno
dei quali già rimosso nel 2000. Proprio i postumi di tale intervento hanno spinto i
medici a evitarne un altro, ricorrendo a una tecnica di ablazione mininvasiva mai
sperimentata per questo tipo di neoplasie.
"Il tumore - ha spiegato Jeffrey
Cadeddu, urologo dellUniversità del Texas - non viene asportato, ma semplicemente
distrutto lì dove si trova. Per fare ciò abbiamo utilizzato solo un ago e un apparecchio
per la tomografia assiale computerizzata.
La punta dellago si apre una volta entrata in contatto con il tessuto di interesse:
con essa è possibile applicare una radiazione elettromagnetica nel campo delle
radiofrequenze per circa sette minuti, quanto basta per distruggere il tumore grazie al
calore sviluppato, a una temperatura di circa 105 gradi Celsius. In unora
lintervento è concluso e il paziente può tornare a casa. Per gli evidenti
vantaggi, una simile tecnica rappresenta il futuro del trattamento chirurgico delle
neoplasie.
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