powered by FreeFind

11/12/2001
Contro la depressione un pacemaker per il cervello

pacemaker_antidepressivo.jpg (3584 byte)

Test negli Usa: stimola il nervo vago ed è efficace anche in casi gravi di sindrome bipolare.

Un pacemaker, concettualmente simile a quello che si usa per il cuore, capace di stimolare invece il cervello e di ridurre la depressione, con effetti benefici che durano almeno un paio d’anni. È quanto hanno realizzato due studiosi americani - Mark George della Medical University of South Carolina, e John Rush dell’UTS Medical Center di Dallas, Texas – che l’hanno presentato anche al recente convegno dell’American College of Neuropsychopharmacology.

La tecnica è stata battezzata VNS, cioè vagus nerve stimulation, stimolazione del nervo vago: si realizza impiantando un piccolo pacemaker nel petto del paziente, e connettendolo, all’altezza del collo, al nervo vago sinistro. Lo stimolatore invia impulsi intermittenti al nervo, che li trasmette al cervello (il vago è un nervo maggiore, che porta “informazioni” dal cuore e da altri organi interni fino appunto al cervello).

Il VNS è stato sviluppato alla Cyberonics Inc di Houston, Texas, soprattutto per il trattamento della epilessia, bloccando le crisi proprio grazie agli stimoli elettrici sul nervo vago. Per questo è in uso fin dal 1994 ed è già stato impiantato in circa 14 mila epilettici in tutto il mondo.

Dal momento però che come effetto collaterale dell’applicazione, i medici avevano spesso verificato nei pazienti anche un miglioramento dell’umore, e considerando che la connessione cerebrale interessa anche un’area nota per questa funzione, i ricercatori hanno voluto verificare l’efficacia del sistema anche come terapia antidepressiva. «Abbiamo selezionato 30 soggetti adulti con sintomi depressivi profondi, e di sindrome bipolare, che non avevano reagito ad almeno due trattamenti farmacologici», spiega il dottor Mark George. «Dopo aver riscontrato risultati positivi, abbiamo aggregato alla sperimentazione altre 30 persone».

Che cosa è successo dunque? «Dopo otto settimane di trattamento, dal 30 al 40 per cento dei soggetti dava segni di miglioramento della propria condizione. Ma quello che ci ha fatto letteralmente saltare sulla sedia è il fatto che in un buon 20 per cento i sintomi erano assolutamente scomparsi. Era gente in cura da più di dieci anni, senza esiti, e adesso il problema sembrava all’improvviso risolto».

La tecnica ha dimostrato di funzionare meglio con i pazienti che erano già stati sottoposti, senza esito, a due o tre cicli di terapia farmacologica: il 60 per cento di questi ultimi ha dato consistenti segni di miglioramento. E comunque tutti i soggetti, chi più chi meno, hanno avuto un risultato positivo.

A questo test è seguito, comunque, un periodo di ulteriori verifiche durato ben due anni, per valutare gli effetti a lungo termine dell’applicazione del VNS, e la possibile presenza di effetti collaterali. «Il risultato è che i pazienti che avevano reagito bene alla terapia basata sul pacemaker continuavano a stare bene. E che molti altri, che all’inizio non avevano reagito, dopo due anni davano notevoli segni di miglioramento», spiega il dottor John Rush. «Non abbiamo registrato effetti collaterali, né forme di assuefazione, come a volte accade con gli psicofarmaci. Di più: alcuni pazienti hanno definitivamente dismesso la terapia farmacologica, anche contro il volere del medico curante, e usano come strumento terapeutico solo il pacemaker».

L’uso del VNS come stimolatore antidepressivo è considerato negli Stati Uniti ancora sperimentale. Ma la Cyberonics ha avviato una ulteriore serie di test clinici, a doppio cieco (lo stesso medico ignora a quale paziente sia applicato il sistema), e i risultati saranno resi noti in primavera.

Fonte: saluteitalia

Stampa l'articolo
stampa

Spedisci l'articolo
spedisci

Primo Piano >>

Archivio News >>

MARKETPLACE

entra nel Catalogo online
Login
Password

MEMBERSHIP

REGISTRATI

Call Back

VISUALIZZA

Richiedi Prodotti

Categorie Prodotti
Partners

www.svas.it

Richiedi Prodotti

Google

©2007 e.Medicaland - Byte to Medical Business

MedicShops Health Banner Exchange Program
MedicShops Health Banner Exchange Program