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09/12/2001
La follicolite che "invade" i capelli. Cos'è e come si cura

La follicolite del cuoio capelluto è un disturbo molto comune e diffuso, soprattutto tra gli uomini nella fascia di età che va dalla pubertà fino ai 50 anni. E' una malattia che non crea particolari problemi se si presenta, una volta ogni tanto, con la sola comparsa di uno o due foruncolini sul cuoio capelluto. Qualora, invece, le pustoline siano numerose e compaiano di frequente, è bene sottoporsi ai esami più accurati, per identificare le cause del disturbo e poter così iniziare la cura più efficace.
La follicolite del cuoio capelluto è l'infiammazione di uno o più follicoli piliferi presenti sulla pelle della testa. Questa, a differenza di quella delle altre parti del corpo, ha una concentrazione altissima di follicoli piliferi. Queste unità sono costituite dal bulbo e dal fusto del capello, nonché dalla ghiandola sebacea. Sul cuoio capelluto vivono e proliferano normalmente diversi batteri. Possono, però, subentrare fattori infiammatori che irritano il follicolo e, lo infiammano, producendo un foruncolino.
Si parla di follicolite vera e propria quando si infiammano più unità follicolari contemporaneamente e spesso. L'infiammazione di un solo follicolo, una volta ogni tanto, è un fenomeno comune che può capitare a tutti.
I batteri sono senza dubbio la causa principale dell'infiammazione dei follicoli piliferi. Oltre ai batteri presenti normalmente sul cuoio capelluto, possono anche intervenire batteri più complessi, per contaminazione. Toccare qualcosa di sporco e poi mettersi le mani tra i capelli può contribuire alla comparsa della malattia. Anche l'uso di pettini e spazzole di altre persone può causare un contatto con i batteri e, dunque, produrre l'infiammazione di uno o più follicoli.
Tinture, permanenti e cosmetici non sono elementi di per sé sufficienti a scatenare una causa di infiammazione delle unità follicolari e, dunque, della comparsa della follicolite. Può comunque accadere che, per una cattiva pratica o per l'uso di prodotti sbagliati, si produca un'infiammazione che causa la follicolite.
La follicolite è anche una conseguenza caratteristica dell'innesto dei capelli. Il capello artificiale, infatti, può creare sul cuoio capelluto una reazione da corpo estraneo, che produce un'infiammazione e, quindi, un'infezione. E' facile che, in questo caso, anche i follicoli circostanti possano andare incontro a questo processo infiammatorio.
L'infiammazione del follicolo pilifero determina la comparsa di un foruncolino, simile a quelli che compaiono in altre zone. La sua rottura porta alla diffusione dei batteri e all'aumento dell'infiammazione. Per ovviare, si può togliere il capello prima che il foruncolino si sia formato del tutto, così da tenere la zona più pulita.
Può anche capitare, ma è una conseguenza piuttosto rara, che il foruncolino si incesti, formando, cioè, una piccola cisti che non si riassorbe da sola. In tal caso, va rimossa chirurgicamente.
Infine, un'infiammazione può ledere la pelle, formando una cicatrice che impedisce la ricrescita dei capelli (follicolite decalvante). Si creano zone cicatrizzanti estese, dove i capelli non crescono.
Un periodo di stress o un calo delle difese immunitarie sono senza dubbio elementi che favoriscono la comparsa della follicolite. Ma vi sono anche altre situazioni che predispongono a questo tipo di disturbo.
Una concausa importante della comparsa della follicolite è la situazione ormonale dell'individuo interessato. Gli ormoni maschili agiscono, infatti , sulle ghiandole sebacee e possono innestare un processo infiammatorio. Vi sono situazioni ormonali, sia proprie della persona sia causate dall'assunzione di ormoni, che possono favorite la follicolite: si può creare un aumento della secrezione del sebo che porta all'infiammazione della ghiandola sebacea e a causa di questo superlavoro, rende la ghiandola più sensibile all'attacco dei batteri.
Alcuni farmaci predispongono un individuo alla follicolite. L'applicazione sul cuoio capelluto di questi medicinali o l'uso di cortisone per bocca per tempi molto lunghi può abbassare le difese immunitarie, aumentare la secrezione sebacea e, di conseguenza, produrre un'infiammazione dei follicoli piliferi.
La carenza di certe sostanze può irritare e infiammare le unità follicolari. La mancanza di zinco o di acidi polinsaturi può condurre ad alterare la composizione del sebo e irritare.
Come curare la follicolite? La prima cosa è capire se ci sono fattori esterni, all'origine della comparsa. Nei casi più seri vanno eseguiti esami ormonali, colturali ed eventualmente istologici per scoprire se ci sono altre malattie. Va corretto ciò che non va bene: in caso di carenza di zinco, per esempio, vanno presi integratori appropriati.
Il cuoio capelluto va tenuto sempre perfettamente pulito con detergenti delicati.
Il dermatologo può prescrivere alcune lozioni specifiche che vanno preparate dal farmacista. Queste lozioni possono contenere acido salicilico e antibiotici, come la clindamicina e l'eritromicina.
Si possono usare soluzioni a base di antiradicali liberi, combinati con il metronidazolo o la clindamicina e l'acido retinoico.
Nei casi più ricorrenti e nelle recidive è molto utile l'uso del colostro di cavalla, il primo latte che viene prodotto dopo il parto e che funziona come un antibiotico, ricco di interferone gamma e di immunoglobuline.
Se la follicolite è causata dalla presenza di batteri complessi, la cura va completata con antibiotici. In tal caso, occorre effettuare esami colturali e un antibiogramma per capire quale sia l'antibiotico giusto.

Fonte: staibene

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