La follicolite del cuoio
capelluto è un disturbo molto comune e diffuso, soprattutto tra gli uomini nella fascia
di età che va dalla pubertà fino ai 50 anni. E' una malattia che non crea particolari
problemi se si presenta, una volta ogni tanto, con la sola comparsa di uno o due
foruncolini sul cuoio capelluto. Qualora, invece, le pustoline siano numerose e compaiano
di frequente, è bene sottoporsi ai esami più accurati, per identificare le cause del
disturbo e poter così iniziare la cura più efficace.
La follicolite del cuoio capelluto è l'infiammazione di uno o più follicoli piliferi
presenti sulla pelle della testa. Questa, a differenza di quella delle altre parti del
corpo, ha una concentrazione altissima di follicoli piliferi. Queste unità sono
costituite dal bulbo e dal fusto del capello, nonché dalla ghiandola sebacea. Sul cuoio
capelluto vivono e proliferano normalmente diversi batteri. Possono, però, subentrare
fattori infiammatori che irritano il follicolo e, lo infiammano, producendo un
foruncolino.
Si parla di follicolite vera e propria quando si infiammano più unità follicolari
contemporaneamente e spesso. L'infiammazione di un solo follicolo, una volta ogni tanto,
è un fenomeno comune che può capitare a tutti.
I batteri sono senza dubbio la causa principale dell'infiammazione dei follicoli piliferi.
Oltre ai batteri presenti normalmente sul cuoio capelluto, possono anche intervenire
batteri più complessi, per contaminazione. Toccare qualcosa di sporco e poi mettersi le
mani tra i capelli può contribuire alla comparsa della malattia. Anche l'uso di pettini e
spazzole di altre persone può causare un contatto con i batteri e, dunque, produrre
l'infiammazione di uno o più follicoli.
Tinture, permanenti e cosmetici non sono elementi di per sé sufficienti a scatenare una
causa di infiammazione delle unità follicolari e, dunque, della comparsa della
follicolite. Può comunque accadere che, per una cattiva pratica o per l'uso di prodotti
sbagliati, si produca un'infiammazione che causa la follicolite.
La follicolite è anche una conseguenza caratteristica dell'innesto dei capelli. Il
capello artificiale, infatti, può creare sul cuoio capelluto una reazione da corpo
estraneo, che produce un'infiammazione e, quindi, un'infezione. E' facile che, in questo
caso, anche i follicoli circostanti possano andare incontro a questo processo
infiammatorio.
L'infiammazione del follicolo pilifero determina la comparsa di un foruncolino, simile a
quelli che compaiono in altre zone. La sua rottura porta alla diffusione dei batteri e
all'aumento dell'infiammazione. Per ovviare, si può togliere il capello prima che il
foruncolino si sia formato del tutto, così da tenere la zona più pulita.
Può anche capitare, ma è una conseguenza piuttosto rara, che il foruncolino si incesti,
formando, cioè, una piccola cisti che non si riassorbe da sola. In tal caso, va rimossa
chirurgicamente.
Infine, un'infiammazione può ledere la pelle, formando una cicatrice che impedisce la
ricrescita dei capelli (follicolite decalvante). Si creano zone cicatrizzanti estese, dove
i capelli non crescono.
Un periodo di stress o un calo delle difese immunitarie sono senza dubbio elementi che
favoriscono la comparsa della follicolite. Ma vi sono anche altre situazioni che
predispongono a questo tipo di disturbo.
Una concausa importante della comparsa della follicolite è la situazione ormonale
dell'individuo interessato. Gli ormoni maschili agiscono, infatti , sulle ghiandole
sebacee e possono innestare un processo infiammatorio. Vi sono situazioni ormonali, sia
proprie della persona sia causate dall'assunzione di ormoni, che possono favorite la
follicolite: si può creare un aumento della secrezione del sebo che porta
all'infiammazione della ghiandola sebacea e a causa di questo superlavoro, rende la
ghiandola più sensibile all'attacco dei batteri.
Alcuni farmaci predispongono un individuo alla follicolite. L'applicazione sul cuoio
capelluto di questi medicinali o l'uso di cortisone per bocca per tempi molto lunghi può
abbassare le difese immunitarie, aumentare la secrezione sebacea e, di conseguenza,
produrre un'infiammazione dei follicoli piliferi.
La carenza di certe sostanze può irritare e infiammare le unità follicolari. La mancanza
di zinco o di acidi polinsaturi può condurre ad alterare la composizione del sebo e
irritare.
Come curare la follicolite? La prima cosa è capire se ci sono fattori esterni,
all'origine della comparsa. Nei casi più seri vanno eseguiti esami ormonali, colturali ed
eventualmente istologici per scoprire se ci sono altre malattie. Va corretto ciò che non
va bene: in caso di carenza di zinco, per esempio, vanno presi integratori appropriati.
Il cuoio capelluto va tenuto sempre perfettamente pulito con detergenti delicati.
Il dermatologo può prescrivere alcune lozioni specifiche che vanno preparate dal
farmacista. Queste lozioni possono contenere acido salicilico e antibiotici, come la
clindamicina e l'eritromicina.
Si possono usare soluzioni a base di antiradicali liberi, combinati con il metronidazolo o
la clindamicina e l'acido retinoico.
Nei casi più ricorrenti e nelle recidive è molto utile l'uso del colostro di cavalla, il
primo latte che viene prodotto dopo il parto e che funziona come un antibiotico, ricco di
interferone gamma e di immunoglobuline.
Se la follicolite è causata dalla presenza di batteri complessi, la cura va completata
con antibiotici. In tal caso, occorre effettuare esami colturali e un antibiogramma per
capire quale sia l'antibiotico giusto.
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