Un gruppo di ricercatori
dell'Università della Florida e
del Malcom Randall Veterans Affairs Medical Center ha ottenuto negli Stati Uniti il
brevetto per una tecnica di previsione delle crisi epilettiche che potrebbe cambiare il
modo in cui la malattia viene curata.
Il sistema funziona analizzando i segnali
elettrici cerebrali, per individuare gli schemi che rivelano, con anticipi variabili fra
pochi minuti e alcune ore, l'insorgere di una crisi.
"L'idea - ha spiegato Chris
Sackellares - è quella di identificare la fase di transizione che prelude alla crisi, per
permettere ai malati di assumere immediatamente un farmaco che impedisca ulteriori
sviluppi". In questo modo, un primo beneficio per i pazienti sarebbe quello di fare
uso di una quantità di farmaci decisamente inferiore a quella assunta attualmente.
Nella maggior parte dei casi le cause
dell'epilessia sono sconosciute, e il trattamento farmacologico ha effetti collaterali
spesso seri, che non prevengono completamente le crisi.
I ricercatori iniziarono a sospettare nel
1988 che la scienza del "caos" potesse essere in grado di far comprendere
qualche aspetto in più dell'epilessia. La teoria del caos permette infatti, in alcuni
casi, di individuare schemi ripetitivi in eventi apparentemente casuali.
All'inizio degli anni novanta fu proprio
Sackellares, con alcuni colleghi, il primo a identificare l'esistenza di un periodo di
transizione precedente le crisi, analizzando i tracciati elettroencefalografici di vari
malati.
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