| Individui con un cranio di limitate
dimensioni associato alla variante e4 del gene che codifica per lapolipoproteina E
(ApoE e4) sarebbero più esposti al rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. È questo
il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista "Neurology". In
particolare, secondo Amy Borenstein Graves della University of South Florida di Tampa, il rischio
aumenterebbe addirittura di 14 volte.
Secondo la teoria, i sintomi della
malattia compaiono quando la perdita di cellule cerebrali raggiunge il limite critico
della riserva del cervello. Per questo motivo, le persone che hanno riserve cerebrali più
grandi possono mostrare, a parità di danno, molto tardi i sintomi della malattia. Il gene
per lApoE e4 è invece già noto da tempo perché aumenta la rapidità
dell'evoluzione della malattia.
Lo studio ha riguardato 1869 americani di
origine giapponese oltre i 65 anni della King County, nello stato di Washington. Nel corso
dello studio, che è durato circa quattro anni, 59 persone hanno sviluppato la malattia. I
partecipanti sono stati divisi in tre gruppi a seconda della circonferenza della scatola
cranica. Tra questi, solo in gruppo con la testa più piccola ha mostrato un'incidenza
nettamente più alta della malattia.
La crescita del cervello è controllata
in parte dalla genetica, ma può essere influenzata da vari fattori, come la
malnutrizione, durante i primi anni di vita.
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