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24/10/2001
Alzheimer e dimensioni del cranio
L'altro fattore di rischio è rappresentato, come noto, dalla variante e4 del gene che codifica per l’apolipoproteina E.

Individui con un cranio di limitate dimensioni associato alla variante e4 del gene che codifica per l’apolipoproteina E (ApoE e4) sarebbero più esposti al rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. È questo il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista "Neurology". In particolare, secondo Amy Borenstein Graves della University of South Florida di Tampa, il rischio aumenterebbe addirittura di 14 volte.

Secondo la teoria, i sintomi della malattia compaiono quando la perdita di cellule cerebrali raggiunge il limite critico della riserva del cervello. Per questo motivo, le persone che hanno riserve cerebrali più grandi possono mostrare, a parità di danno, molto tardi i sintomi della malattia. Il gene per l’ApoE e4 è invece già noto da tempo perché aumenta la rapidità dell'evoluzione della malattia.

Lo studio ha riguardato 1869 americani di origine giapponese oltre i 65 anni della King County, nello stato di Washington. Nel corso dello studio, che è durato circa quattro anni, 59 persone hanno sviluppato la malattia. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi a seconda della circonferenza della scatola cranica. Tra questi, solo in gruppo con la testa più piccola ha mostrato un'incidenza nettamente più alta della malattia.

La crescita del cervello è controllata in parte dalla genetica, ma può essere influenzata da vari fattori, come la malnutrizione, durante i primi anni di vita.

Fonte: le scienze

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