Il sistema
dellarticolazione temporo-mandibolare (ATM) è una fra le regioni più densamente
innervate del corpo. Funzioni oro-faciali come masticare, parlare, respirare e inghiottire
sono normali e frequenti attività quotidiane che utilizzano questa articolazione. I
muscoli della masticazione sono i fattori chiave dellATM; e per un approccio
morfo-funzionale corretto non vanno considerati come singole unità funzionali.
Le principali azioni dei muscoli della
masticazione sono infatti lelevazione e la depressione della mandibola, ma non vanno
tralasciate la protrusione, lescursione laterale e la retrazione, che rappresentano
funzioni secondarie, ma che hanno un rapporto di sinergia con i due movimenti fondamentali
(aprire e chiudere la bocca). Questi fattori, insieme alle connessioni neurologiche
costituite dalle sinapsi che dallATM si collegano con il midollo spinale cervicale
superiore, attraverso il nucleo del trigemino, rendono i disordini dellATM
unarea comune di disfunzione e che provoca disturbi dolorosi.
Spesso questi disturbi passano
inosservati per anni, finchè non cominciano a dare sintomi importanti che vengono
frequentemente classificati come dolori di origine neurologica non identificata, come
dolori aspecifici della bocca, difficoltà della masticazione, dolori facciali, flessioni
anormali del collo e del cranio; che possono essere di origine non traumatica, e che
possono essere anche la conseguenza di traumi che coinvolgono lATM, per esempio
incidenti automobilistici, sportivi, posizioni obbligate per interventi
odontostomatologici o in anestesia generale, per cui si rende necessaria
lintubazione oro-tracheale. Purtroppo spesso queste sindromi vengono trattate
farmacologicamente con antinfiammatori o antidolorifici, che se danno un sollievo
temporaneo, tendono però a far peggiorare nel tempo il disturbo perché il problema non
viene risolto alla radice.
Le alterazioni muscolari dellATM in
letteratura medica sono state associate a diversi disturbi posturali e clinici. Tali
disturbi includono per esempio la postura cranica anteriorizzata, mal occlusione dentaria,
disfunzione dei segmenti cervicali, dolori cervicali, cefalee, etc. La fisiopatologia di
questi disturbi è ancora poco chiara ma si ritiene che sia dovuta alliperattività
e ipercontrazione dei muscoli dellelevazione e della protrusione: che sono
principalmente i muscoli massetere, pterigoideo mediale e pterigoideo laterale. Questi
muscoli hanno dei punti trigger (punti diagnostici tipici in cui si provoca dolore) che
possono essere anche accorciati e ipercontratti. Inoltre queste disfunzioni coinvolgono
spesso, per controbilanciare lo stato di ipercontrazione patologica, i muscoli digastrico
e milo-ioideo.
Come appare chiaro, il numero e la
densità dei rapporti muscolari è molto complessa ed è necessario un approccio clinico
preciso e corretto per realizzare una diagnosi ed un trattamento efficace. Non basta
quindi semplicemente correggere una mal occlusione dentale o allentare la rima
dentale per avere degli apprezzabili risultati terapeutici; al contrario quasi sempre è
sufficiente un approccio conservativo, ossia un ciclo manipolativo per riportare i muscoli
dellATM nel giusto equilibrio. Se è vero che in casi selezionati può rendersi
necessario anche un intervento odontostomatologico mirato, questo resta comunque un mezzo
per facilitare il ritorno alla funzione normale e non sostituisce completamente il
trattamento conservativo, che nel 70% circa dei casi, devessere completato anche da
manipolazioni dirette del rachide cervicale.
A causa della frequente complessità dei
sintomi e dellincrocio di diverse discipline, la diagnosi e il trattamento di queste
disfunzioni rimane ancora complesso e con linee guida limitate. Tuttavia la maggior parte
della letteratura scientifica e dellevidenza clinica suggerisce un approccio
funzionale e conservativo, limitato sostanzialmente alla manipolazione dellATM e del
rachide cervicale, che è coinvolto nel 70% circa delle sindromi dolorose, mentre il
trattamento odontostomatologico appare più corretto in casi selezionati.
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