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14/12/2001
L'agopuntura entra in sala operatoria

L’antica medicina cinese ritorna in sala operatoria con l’agopuntura.

Gli anestesisti del Duke University Medical Center del Nord Carolina hanno utilizzato l’agopuntura per prevenire la nausea e il vomito che si manifestano molto frequentemente dopo gli interventi chirurgici al seno, in seguito all'anestesia. I risultati, presentati al convegno annuale dell’American Society of Anestesiologists a New Orleans (USA), sono ottimi, addirittura migliori di quelli ottenuti somministrando un farmaco anti-nausea e anti-vomito ormai collaudato da tempo e ritenuto efficace, l’ondansetrom.

I ricercatori hanno studiato 40 donne sottoposte a interventi maggiori al seno, eseguiti in anestesia generale.

Le donne sono state divise in 3 gruppi: alle partecipanti al primo gruppo, prima dell’intervento è stato somministrato l’ondansetrom, quelle di un secondo gruppo hanno ricevuto un placebo (una pillola di zucchero) e le donne del terzo gruppo sono state sottoposte ad agopuntura, sempre prima dell’intervento.

Solo il 23% delle donne del gruppo sottoposto ad agopuntura ha accusato nausea 2 ore dopo la fine dell’intervento chirurgico, contro il 38% di quelle che hanno ricevuto il farmaco e il 62% delle partecipanti al gruppo del placebo. A 24 ore di distanza dall’intervento il 38% delle donne trattate con l’agopuntura ha accusato nausea, mentre il 57% e il 61% delle partecipanti dei gruppi del farmaco e del placebo, hanno sofferto la nausea.

L’agopuntura è stata efficace nel prevenire anche il vomito sia immediatamente dopo l’atto chirurgico che a 24 ore di distanza, così come è avvenuto in seguito a somministrazione dell’ondansetrom.

Nelle pazienti che hanno ricevuto il trattamento con l’agopuntura è stata riscontrata anche una notevole riduzione del dolore post-operatorio, e solo il 31% delle donne ha lamentato dolore, contro il 77% e il 64% degli altri due gruppi.

L’agopuntura usata in questo studio non è stata quella tradizionale con gli aghi infissi nei punti tradizionali, ma l’elettroagopuntura, per la quale si usano elettrodi applicati a specifici punti stimolati con un piccolo impulso elettrico.

In questo caso gli elettrodi sono stati posti in vicinanza del polso.

Anche se sono necessari studi su un maggior numero di pazienti, questa tecnica appare già molto promettente.

Un grosso punto a favore dell’agopuntura, oltre alla sua efficacia pari a quella dei farmaci al momento disponibili, è l’assoluta assenza di effetti collaterali e controindicazioni cliniche nonché il costo assai modesto.

Fonte: kwsalute

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