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12/12/2001
Sport e dolori: c'è la chiroterapia

Lo sport si ritiene comunemente che protegga le articolazioni del collo dai dolori osteoarticolari in genere. Questo è vero quando lo sport viene fatto secondo dei criteri rigorosi e sotto controllo di specialisti, come i medici esperti in medicina dello sport e preparatori atletici che congiuntamente partecipano alla fitness dell’atleta. Tuttavia si incontrano di frequente pazienti che soprattutto dopo aver cessato l’attività agonistica, oppure che fanno sport a livello amatoriale, presentano dolore al collo, a volte anche di una certa importanza.

Lo sport è sicuramente un fattore di crescita non solo fisica, ma anche psichica e sociale, tuttavia viene sempre più praticato a livelli estremi e agonistici, anche in età avanzata, purtroppo un’attività fisica eccessiva e sbilanciata può provocare un sovraccarico sia muscolare che osteoarticolare, e non di rado è colpita l’articolazione del collo.

Lo sportivo che presenta dolore al rachide cervicale può essere diviso in 3 gruppi:

a) colui che pratica sport violenti con notevoli sollecitazioni dinamiche delle articolazioni del collo;

b) lo sportivo che sottopone il collo a sollecitazioni statiche;

c) lo sportivo che sottopone il collo a sollecitazioni di intensità moderata sia statiche che dinamiche.

Il paziente che pratica sport violenti come il rugby, il pugilato, football americano, motocross, sottopone le articolazioni del rachide cervicale a sollecitazioni veramente notevoli, che spesso in giovane età non si appalesano, ma che nella terza decade possono cominciare a dare segno di sé, con dolori anche molto fastidiosi. Questo tipo di atleta è quello che più di frequente va incontro a questo tipo di disturbi, non solo per il tipo di sollecitazioni, ma anche perché in genere tende a dar poco peso ai traumi a cui sottopone il proprio scheletro; che tuttavia negli anni della maggiore età non tarderà a dare problemi anche legati a lesioni artrosiche. Questi pazienti sono senz’altro la categoria che non dovrebbe rinunciare ad un controllo periodico della propria colonna e ad una terapia manipolativa che può ritardare anche notevolmente lo sviluppo di lesioni del rachide cervicale.

Lo sportivo che pratica sport come ciclismo, nautica, ping-pong, pallavolo, tende invece a mantenere il collo in una posizione statica, che in modo subdolo, a lungo andare altera la fisiologica mobilità del rachide. Non di rado l’atleta perde la normale elasticità del collo per un eccessivo irrigidimento in posizioni statiche. In questi casi la terapia manipolativa oltre a far scomparire il dolore, può migliorare le prestazioni atletiche, in quanto permette di conservare la normale capacità del collo, non solo di resistere alle sollecitazioni statiche ma anche di rispondere a quelle dinamiche che altrimenti lentamente si riducono.

Infine gli sportivi che praticano sport che sollecitano moderatamente l’articolazione del collo, sia in senso dinamico che statico come il jogging, il calcio, il basket, il nuoto, etc. sono quelli che possono fare a meno di manipolazioni vertebrali eseguite in modo regolare, a meno che non abbiano problemi particolari. In genere questi sport, se non eseguiti a livelli di notevole intensità, raramente provocano lesioni a livello del rachide cervicale, ma anzi lo proteggono in quanto rinforzano senza “stressarla” sia la muscolatura che l’articolazione del collo.

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L'autore, Luigi Gori, è esperto di Chiroterapia del Servizio di Fitoterapia, Ospedale San Giuseppe, Empoli, Tel. 0571 702601 - Fax 0571 702639  e mail: gori@medscape.com

 

Fonte: kwsalute

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