Lo sport si ritiene comunemente che protegga le articolazioni del
collo dai dolori osteoarticolari in genere. Questo è vero quando lo sport viene fatto
secondo dei criteri rigorosi e sotto controllo di specialisti, come i medici esperti in
medicina dello sport e preparatori atletici che congiuntamente partecipano alla fitness
dellatleta. Tuttavia si incontrano di frequente pazienti che soprattutto dopo aver
cessato lattività agonistica, oppure che fanno sport a livello amatoriale,
presentano dolore al collo, a volte anche di una certa importanza.
Lo sport è
sicuramente un fattore di crescita non solo fisica, ma anche psichica e sociale, tuttavia
viene sempre più praticato a livelli estremi e agonistici, anche in età avanzata,
purtroppo unattività fisica eccessiva e sbilanciata può provocare un sovraccarico
sia muscolare che osteoarticolare, e non di rado è colpita larticolazione del
collo.
Lo sportivo
che presenta dolore al rachide cervicale può essere diviso in 3 gruppi:
a) colui che
pratica sport violenti con notevoli sollecitazioni dinamiche delle articolazioni del
collo;
b) lo
sportivo che sottopone il collo a sollecitazioni statiche;
c) lo
sportivo che sottopone il collo a sollecitazioni di intensità moderata sia statiche che
dinamiche.
Il paziente
che pratica sport violenti come il rugby, il pugilato, football americano, motocross,
sottopone le articolazioni del rachide cervicale a sollecitazioni veramente notevoli, che
spesso in giovane età non si appalesano, ma che nella terza decade possono cominciare a
dare segno di sé, con dolori anche molto fastidiosi. Questo tipo di atleta è quello che
più di frequente va incontro a questo tipo di disturbi, non solo per il tipo di
sollecitazioni, ma anche perché in genere tende a dar poco peso ai traumi a cui sottopone
il proprio scheletro; che tuttavia negli anni della maggiore età non tarderà a dare
problemi anche legati a lesioni artrosiche. Questi pazienti sono senzaltro la
categoria che non dovrebbe rinunciare ad un controllo periodico della propria colonna e ad
una terapia manipolativa che può ritardare anche notevolmente lo sviluppo di lesioni del
rachide cervicale.
Lo sportivo
che pratica sport come ciclismo, nautica, ping-pong, pallavolo, tende invece a mantenere
il collo in una posizione statica, che in modo subdolo, a lungo andare altera la
fisiologica mobilità del rachide. Non di rado latleta perde la normale elasticità
del collo per un eccessivo irrigidimento in posizioni statiche. In questi casi la terapia
manipolativa oltre a far scomparire il dolore, può migliorare le prestazioni atletiche,
in quanto permette di conservare la normale capacità del collo, non solo di resistere
alle sollecitazioni statiche ma anche di rispondere a quelle dinamiche che altrimenti
lentamente si riducono.
Infine gli
sportivi che praticano sport che sollecitano moderatamente larticolazione del collo,
sia in senso dinamico che statico come il jogging, il calcio, il basket, il nuoto, etc.
sono quelli che possono fare a meno di manipolazioni vertebrali eseguite in modo regolare,
a meno che non abbiano problemi particolari. In genere questi sport, se non eseguiti a
livelli di notevole intensità, raramente provocano lesioni a livello del rachide
cervicale, ma anzi lo proteggono in quanto rinforzano senza stressarla sia la
muscolatura che larticolazione del collo.
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L'autore, Luigi Gori, è esperto di Chiroterapia del Servizio
di Fitoterapia, Ospedale San Giuseppe, Empoli, Tel. 0571 702601 - Fax 0571 702639 e
mail: gori@medscape.com
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