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04/12/2001
Omeopatia: l'ISS sull'alternativo in Italia

"L'alternativo" di nuovo sotto la lente del ministero che, entro il 2002, promette di rilasciare una fotografia completa di queste medicine grazie al lavoro degli esperti dell'Istituto Superiore di Sanita' che stanno raccogliendo dati statistici e scientifici per cercare di catalogarle, di capire se funzionano e se provocano effetti collaterali pericolosi.

Questo e' quanto annunciato, nel corso del seminario sulle medicine non convenzionali svoltosi qualche giorno fa a Roma presso l'ISS, dal coordinatore del progetto di ricerca, Roberto Raschetti, che ha promesso di concludere in questo modo il lavoro avviato nel 2000.
L'obiettivo primario, comunque, resta quello di avviare un sistema di valutazione e controllo di effetti indesiderati, in particolare delle erbe, un sistema di "fitovigilanza" simile all'attuale modello di farmacovigilanza adottato per la medicina tradizionale. In realta', nel nostro paese vi sono gia' delle forme "embrionali" di controllo ma manca, comunque, un sistema di controllo ufficiale. Resta, comunque, il fatto che e' necessario qualcosa di ufficiale, perlomeno per sedare le polemiche, specialmente quando si parla di pericoli connessi all'alternativo, o di non medicina, visto che sono in molti a risentirsi.

E' il caso dei rappresentanti della Scuola italiana di medicina omeopatica hahnemanniana (Simoh) che hanno da poco inaugurato il nuovo anno accademico di studi medici omeopatici, i quali hanno affermato che l'omeopatia e' una medicina che viene praticata nel mondo da duecento anni, con ottimi risultati, e non si puo' piu' definirla come una cura alternativa. Questi stessi medici hanno voluto anche respingere le critiche rivolte, qualche giorno fa, dai premi Nobel Montalcini e Dulbecco all'omeopatia, da loro definita una non-cura: i medici omeopatici hanno affermato in una nota di non sapere a quali studi si riferiscano le confutazioni espresse dai due nobel, di non conoscere il percorso di studio dell'omeopatia da loro compiuto, ne' quali verifiche nelle diverse scuole mediche omeopatiche esistenti nel mondo siano state compiute, ne' quali consultazioni con medici, quali approfondimenti e studi clinici siano stati fatti e abbiano potuto condurre a conclusione di condanna dell'omeopatia cosi' ultimative come quelle da loro espresse.

E' chiaro, dunque, che anche a fronte di queste spiacevoli situazioni che finiscono per contrapporre delle scuole di pensiero e di ingenerare confusione nell'assistito, urge un'adeguata regolamentazione, anzi, per dirla con le parole di Rascetti "piu' regole, piu' informazione e piu' vigilanza".

Fonte: piazza salute

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