E' cominciata un anno
fa, e sta già dando risultati incoraggianti, la prima sperimentazione italiana che
utilizza antiche tecniche cinesi contro miopia e presbiopia.
Lo studio è stato presentato a Roma, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico
della Scuola di medicina cinese presso l'ospedale Fatebenefratelli, e riguarda un
centinaio di pazienti sparsi fra Roma e Milano, dove si trova la seconda sede della
scuola.
I primi dati, come si diceva, sono positivi: "E' uno studio preliminare che tende a
verificare la novità del metodo - spiega Marco Visconti, direttore della scuola romana -
Dopo un anno si sono ottenuti risultati molto buoni, ma una valutazione complessiva
preliminare richiederà almeno un altro anno".
I pazienti trattati finora hanno fra i 10 e i 60 anni. La ricerca ha evidenziato che
"la miopia è regredita e in alcuni casi è guarita", come ha rilevato uno dei
medici che prendono parte allo studio, Maurizio Orputi, dell'Università di Tor Vergata.
Adesso si tratta di verificare se i risultati ottenuti sono permanenti, o se saranno
necessarie sedute periodiche per mantenerli nel tempo.
Quanto ai metodi utilizzati, la cura di miopia e presbiopia mediante la medicina cinese
consiste nello stimolare alcuni degli oltre mille punti del corpo che, secondo la
tradizione orientale, sono in corrispondenza con gli organi.
Il sistema più classico è l'agopuntura, ma si può far ricorso anche a laser, calore,
correnti elettriche, o alla pressione esercitata con le mani o con altri strumenti, simili
a martelletti.
Il costo medio di una seduta è di 60-70mila lire e si ritiene che un trattamento richieda
fra 20 e 30 sedute.
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