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15/01/2002
I virus che portano all'attacco cardiaco

Attenti alle infezioni da herpes, ulcera, polmonite: possono portare all'infarto. E' quanto hanno scoperto due ricercatori tedeschi dell'Università Gutenberg di Magonza.

BERLINO - Da tempo si sospetta un legame tra batteri o virus e problemi cardiaci, ora Hans Rupprecht e Christine Espinola-Klein, sono riusciti a inviduare addirittura quali agenti patogeni costituiscono i rischi maggiori, e perché. Il risultato della ricerca è stato pubblicato giorni fa dalla rivista dell'American Heart Association di Boston.

Secondo i due ricercatori, la risposta immunitaria favorisce l'aterosclerosi che a sua volta è spesso causa di infarti. I microbi più pericolosi per l'infarto, secondo gli scienziati tedeschi sono i seguenti: i virus "simplex" 1 e 2 che provocano herpes; il cytomegalovirus, responsabile di un altro tipo di herpes; il virus di Epstein-Barr, che causa la mononucleosi; il batterio hemophilus influenzae, che dà infezioni all'orecchio e all'apparato respiratorio superiore; la chlamiydia pneumoniae e del mycoplasma pneumoniae, batteri entrambi responsabili di gravi forme di polmonite; e infine dell'helicobacter pylori, che produce la maggior parte delle ulcere.

Per arrivare a questa conclusione, i due ricercatori hanno analizzato 572 pazienti cardiopatici, individuando la presenza di agenti patogeni nel loro sangue. "Noi - ha spiegato il dottor Rupprecht - siamo convinti che il numero di infezioni alle quali è stato esposto un individuo è strettamente legata allo sviluppo dell'aterosclerosi".   A dimostrarlo, secondo gli scienziati tedeschi, sono le statistiche, soprattutto quelle legate all'indice di mortalità dei cardiopatici: per i pazienti esposti a solo tre degli agenti indicati, il 3,1% è morto d'infarto, ma la cifra sale drasticamente al 9,8% per quelli esposti a 4-5 di questi microorganismi, fino ad arrivare al 15% per quelli esposti a tutti e sei. Ancora più chiaro il confronto tra i pazienti con aterosclerosi avanzata esposti a infezioni oppure no: tra quanti si erano trovati esposti a tutti e sei i microbi indicati si è arrivati alla morte nel 20%, contro il 7% - a parità di condizione venose - di quanti si erano trovati esposti e tre o meno agenti patogeni. A favorire l'aterosclerosi sarebbe la risposta del sistema immunitario: l'infezione provoca una proliferazione di cellule preposte alla difesa dell'organismo (i globuli bianchi) che - per un processo troppo complesso per esser spiegato in questa sede - nel tentativo di eliminare cellule di grasso finiscono invce per fomare grumi che induriscono le arterie.

Fonte: ilnuovo

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