BERLINO - Da tempo si
sospetta un legame tra batteri o virus e problemi cardiaci, ora Hans Rupprecht e
Christine Espinola-Klein, sono riusciti a inviduare addirittura quali agenti patogeni
costituiscono i rischi maggiori, e perché. Il risultato della ricerca è stato pubblicato
giorni fa dalla rivista dell'American Heart Association di Boston.
Secondo i due ricercatori, la risposta
immunitaria favorisce l'aterosclerosi che a sua volta è spesso causa di infarti. I
microbi più pericolosi per l'infarto, secondo gli scienziati tedeschi sono i seguenti: i
virus "simplex" 1 e 2 che provocano herpes; il cytomegalovirus, responsabile di
un altro tipo di herpes; il virus di Epstein-Barr, che causa la mononucleosi; il batterio
hemophilus influenzae, che dà infezioni all'orecchio e all'apparato respiratorio
superiore; la chlamiydia pneumoniae e del mycoplasma pneumoniae, batteri entrambi
responsabili di gravi forme di polmonite; e infine dell'helicobacter pylori, che produce
la maggior parte delle ulcere.
Per arrivare a questa conclusione, i due
ricercatori hanno analizzato 572 pazienti cardiopatici, individuando la presenza di agenti
patogeni nel loro sangue. "Noi - ha spiegato il dottor Rupprecht - siamo convinti che
il numero di infezioni alle quali è stato esposto un individuo è strettamente legata
allo sviluppo dell'aterosclerosi". A dimostrarlo, secondo gli scienziati
tedeschi, sono le statistiche, soprattutto quelle legate all'indice di mortalità dei
cardiopatici: per i pazienti esposti a solo tre degli agenti indicati, il 3,1% è morto
d'infarto, ma la cifra sale drasticamente al 9,8% per quelli esposti a 4-5 di questi
microorganismi, fino ad arrivare al 15% per quelli esposti a tutti e sei. Ancora più
chiaro il confronto tra i pazienti con aterosclerosi avanzata esposti a infezioni oppure
no: tra quanti si erano trovati esposti a tutti e sei i microbi indicati si è arrivati
alla morte nel 20%, contro il 7% - a parità di condizione venose - di quanti si erano
trovati esposti e tre o meno agenti patogeni. A favorire l'aterosclerosi sarebbe la
risposta del sistema immunitario: l'infezione provoca una proliferazione di cellule
preposte alla difesa dell'organismo (i globuli bianchi) che - per un processo troppo
complesso per esser spiegato in questa sede - nel tentativo di eliminare cellule di grasso
finiscono invce per fomare grumi che induriscono le arterie.
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