Un gruppo di ricercatori americani
della Slil Biomedical di Madison (Winsconsin, U.S.A.) ha teorizzato, in seguito ad una
ricerca, che i globuli bianchi a volte impazziscono ed anzichè difenderci diventano
nostri nemici andando a sostenere i virus che ci aggrediscono.
I globuli bianchi incriminati sono i macrofagi, i combattenti del sistema immunitario che
uccidono gli invasori nocivi inglobandoli.
Gli studiosi statunitensi sostengono
però che, in alcuni casi, i macrofagi perdono la ragione se infettati da virus latenti i
quali inseriscono senza una logica i propri geni in quelli delle cellule infettate
scatenando la "pazzia" del macrofago ospitante. Nella maggior parte dei casi
questa condizione non crea alcun problema, ma quando l'inserimento del virus si posiziona
in particolari geni che i ricercatori hanno identificato, ne consegue uno stato di
malattia determinato dalla mancanza di difese.
Studiando un tipo di linfoma tipico dei
malati di AIDS gli studiosi hanno notato che alcuni macrofagi racchiusi nel tumore si
moltiplicavano molto più rapidamente dei propri simili; essi hanno poi scoperto che
l'HIV, il virus dell'AIDS, aveva inserito il proprio Dna in un gene che, una volta
danneggiato, può provocare il cancro; inoltre, è stato notato anche che non appena il
Dna clandestino attivava il gene, i macrofagi cominciavano a moltiplicarsi producendo
fattori di crescita che potrebbero aver indotto i linfociti a moltiplicarsi fino a formare
il linfoma.
|