| A metà del prossimo anno, in Australia prenderà il via la prima
sperimentazione umana di un vaccino contro lAids, cosiddetto di nuova
generazione perché a base di Dna.
Testato sulle scimmie, il vaccino ha dato
esiti positivi, e lo stesso si spera avvenga con i 40 volontari che parteciperanno alla
sperimentazione.
Obiettivo è riuscire a stimolare il
sistema immunitario in modo che produca i linfociti T killer, capaci di trovare e
distruggere le cellule infettate dall'Hiv, il virus responsabile dellAids.
Il nuovo vaccino contiene una notevole
quantità di geni, circa il 60 per cento del Dna totale del virus, che sono stati
modificati per assicurare un prodotto innocuo nel quale il virus non si possa
moltiplicare. «L'approccio utilizzato dai ricercatori australiani ha notevoli vantaggi
per malattie come l'Hiv, in cui è troppo pericoloso usare un virus vivo per la
realizzazione del vaccino, mentre uno morto non stimolerebbe i necessari linfociti T
killer», spiegano gli esperti.
I volontari nella sperimentazione,
coordinata da un'equipe dell'Australian National University in Camberra, saranno scelti
tra persone ritenute non a rischio di contrarre l'Hiv.
Se lo studio dimostrerà che il vaccino
stimola il loro sistema immunitario, ulteriori test saranno condotti in Asia, dove l'Hiv
è endemico, per vedere se ha un effetto protettivo nei confronti dell'infezione.
I vaccini al Dna offrono un ulteriore
vantaggio, come spiegano gli esperti: «Saranno meno costosi da produrre e facili da
trasportare in paesi del terzo mondo, perché non richiedono refrigerazione».
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