Tre nuovi studi sulla
proteasi presso il Brookhaven
National Laboratory hanno suggerito una strada per bloccare le infezioni degli
adenovirus umani. Le scoperte, descritte sulla rivista "Biochemistry", hanno
già permesso di progettare nuovi farmaci antivirali.
Gli adenovirus causano numerose infezioni
acute, tra cui alcune delle vie respiratorie e gastrointestinali, e risultano mortali in
caso di immunodeficienza. Durante l'infezione, questi virus producono la proteasi, un
enzima che degrada altre proteine usata dal virus per completare la maturazione delle
particelle virali appena prodotte.
Ma la proteasi è inizialmente prodotta
in una forma inattiva che si lega al DNA virale per essere parzialmente attivata. Per
lattivazione completa deve legarsi a un cofattore (un frammento di proteina). Il
complesso dell'enzima e del cofattore si sposta poi lungo il DNA virale, distruggendo la
proteina che agisce da sostegno.
Si è quindi pensato che un farmaco in
grado di legarsi al sito attivo dell'enzima, dove normalmente si lega il cofattore,
dovrebbe bloccarne l'azione e funzionare come un agente antivirale. Il passo successivo è
stato quello di studiare la struttura dell'enzima, per sapere come progettare una molecola
in grado di legarvisi.
Completato questo studio è stato
possibile progettare ben due nuovi farmaci che svolgono il compito, una in modo
reversibile e l'altra irreversibile, che verranno presto sperimentate.
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