powered by FreeFind

06/12/2001
A Napoli la «banca centrale» del Dna

Nell'antica napoli la più grande banca europea del Dna curata da un'équipe della 2a Università. In un chip la storia genetica di migliaia di pazienti che vivono nel bacino del Mediterraneo.

Poter riprogrammare il patrimonio genetico cambierà le nostre vite e riscriverà destini medici ed umani fino ad oggi segnati dalla nascita. Napoli - e forse risparmiamo qualche parola nell'affermarlo - ne è senz'altro una delle capitali del mondo. E' a Napoli che bisogna guardare per scrutare in un futuro non vicinissimo, ma forse raggiungibile nell'arco della vita di chi legge e di chi scrive.

Pochi sanno, dunque, che la città custodisce, nella struttura del Vecchio Policlinico, la più importante, fornita ed attrezzata banca del Dna in Europa. Lo staff di del Professor Giovanni Nigro, da anni, raccoglie le impronte genetiche di migliaia di pazienti affetti da vari tipi di distrofia muscolare (e va ricordato che il muscolo per eccellenza è il cuore). Italiani e pazienti da tutto il bacino del Mediterraneo e dall'Europa: la banca del Dna gestita da Nigro, con le Prof. Luisa Politanmo e Lucia Gomi, è una formidabile occasione di ricerca incrociata su mappe genetiche diverse e con mutazioni puntiformi. "E il progresso nella ricerca - dice Nigro - è continuo. Ogni giorno può portare la sua novità". Ogni giorno può portare ad isolare ed analizzare un gene mutato, un piccolissimo pezzo difettoso che dà comandi sbagliati al nostro organismo e ci fa ammalare.

Cambiare la vita domani a tantissimi. A molti però lo staff napoletano la cambia già oggi. Perchè qui si parla di genetica medica: genetica militante , se ci si passa la definizione, che fa di ogni campione di sangue analizzato un paziente curato. Ogni provetta è un malato, ha un nome ed una storia da seguire. Il fantastico, certosino, lavoro di ricerca sulle distrofie genetiche è, non da oggi, testato sul campo ogni giorno. Questo non vuol dire ancora terapia genetica, ovvero "cambio" del pezzo che non funziona. Per quello occorrerà ancora tempo e la soluzione di una serie di problemi medici, ma anche filosofici e morali (la ricerca genetica potrebbe essere usata bene come male, come ogni tipo di ricerca rivoluzionarianella storia dell'uomo).

Ma qui, al vecchio Policlinico, i medici che studiano il genoma sono riusciti a far arretrare malattie senza speranza di guarigione e, nel passato, lasciate anche senza terapia efficace. Un esempio per tutti. La terribile distrofia di Duchenne uccideva entro il diciottesimo anno senza remissione.
Una condanna scritta nel genoma. Oggi nulla ancora è cambiato nel testo della condanna. Ma lo staff del policlinico ha pazienti affetti da Duchenne che hanno 38 anni. Vivi. E ben vivi, verrebbe da dire. Ossia con una qualità della vita decorosa.

Lo staff del vecchio policlinico ha dimostrato la verità dell'antico detto che ogni medico (che sia tale) conosce: "la parola del medico cura". La parola, la presenza e la cocciutaggine nel far fare un passo indietro al male.

Qui, fra queste mura degradate e queste stanze rimediate, è nato il primo consultorio genetico. Era il 1977. Cosa offre? Una diagnosi (e c'è chi la cerca per anni e magari non la ottiene mal), una terapia per vivere al meglio, perfino le assistenti sociali che si fanno carico della burocrazia. E la genetica militante, quella che ogni giorno si ritaglia sul suo motivo d'esistere: la sofferenza dell'uomo.

Fonte: il mattino

Stampa l'articolo
stampa

Spedisci l'articolo
spedisci

Primo Piano >>

Archivio News >>

MARKETPLACE

entra nel Catalogo online
Login
Password

MEMBERSHIP

REGISTRATI

Call Back

VISUALIZZA

Richiedi Prodotti

Categorie Prodotti
Partners

www.svas.it

Richiedi Prodotti

Google

©2007 e.Medicaland - Byte to Medical Business

MedicShops Health Banner Exchange Program
MedicShops Health Banner Exchange Program