Per circa 20 anni si è
ritenuto che il virus dell'influenza fosse costituito solo da 10 proteine. Questa
settimana, invece, un gruppo di ricercatori del National Institute of Allergy and Infectious Diseases americano
ha riferito in un articolo pubblicato sulla rivista "Nature Medicine" di aver
scoperto una nuova proteina virale, che potrebbe uccidere le cellule immunitarie che
combattono il virus, contribuendo a renderlo molto infettivo.
La scoperta è avvenuta per caso, mentre
i ricercatori analizzavano pezzi di peptidi "spazzatura". Si tratta di piccole
proteine di scarto, che il virus produce una volta che ha infettato una cellula e inizia a
replicarsi. Essi si formano quando il processo di sintesi delle proteine fallisce e si
tratta quindi del risultato di errori genetici.
Convinti che il virus possedesse solo 10
proteine, i ricercatori stavano analizzando questi frammenti per scoprire se fossero
riconosciuti dal sistema immunitario. Verificata questa ipotesi, è stato analizzato il
gene che codifica per questo frammento, scoprendo che è troppo lungo per essere uno
scarto. Inoltre, nei mitocondri delle cellule infette i ricercatori ne hanno trovate
grandi quantità, segno che si tratta di una vera e propria proteina.
I primi test hanno mostrato che essa
aiuta il virus a proteggersi dal sistema immunitario, e i ricercatori si chiedono se essa
possa avere avuto qualche implicazione nel rendere tanto pericolosa lepidemia di
influenza del 1918, che uccise nel mondo 20 milioni di persone.
|