Scoperto perché viene la fame.
Dunque anche come bloccarla, e sarà un gigantesco passo avanti nella lotta
allobesità.
Limportante annuncio viene dai centri di ricerca della Johns Hopkins School of
Medicine americana, dove è stato isolata una sostanza - definita C75 - appunto
responsabile dei segnali nervosi riguardanti lappetito. «Il C75, cioè, altera
lequilibrio naturale dei neurotrasmettitori che, in condizioni normali, mandano il
segnale dellappetito quando si è digiuni, e quello della sazietà, quando si è
mangiato in abbondanza», spiega uno degli autori della scoperta, il professor Daniel
Lane, docente di chimica biologica, uno dei responsabili dello studio pubblicato sui PNAS,
cioè i Proceedings of the American Academy of Sciences.
Lobesità è oggi, nel mondo
occidentale, uno dei principali problemi di salute pubblica, e lo sta diventando anche in
estremo oriente, dove il tipo di alimentazione si sta occidentalizzando. Ed - estetica a
parte - è sicuramente correlata a malattie come il diabete, lictus e i disturbi
cardiaci.
Il meccanismo scoperto dai ricercatori
americani è stato verificato nei topi di laboratorio. «Il C75 di fatto blocca un enzima,
la sintasi degli acidi grassi, che consente al nostro organismo di immagazzinare energia.
I topi cui abbiamo somministrato la sostanza hanno infatti smesso di mangiare, non
avvertivano appetito anche se erano a digiuno e, in un solo giorno, sono arrivati a
perdere il 5 per cento del proprio peso», racconta Lane.
Il meccanismo dellappetito non è
in realtà ancora del tutto chiaro. Normalmente il digiuno provoca linnalzamento, a
livello cerebrale, di due neurotrasmettitori (definiti AgRP e NPY) prodotti dalle cellule
dellipotalamo, che in questo modo avvertono lorganismo che è ora
di nutrirsi: ma ai topi cui in laboratorio è stato iniettato il C75, il livello dei
neurotrasmettitori è rimasto normale, e anche se gli animali erano a digiuno, il loro
cervello non trasmetteva limpulso della fame.
Altri due neurorasmettitori (definiti
CART e POMC) hanno invece una funzione opposta, rispetto ai precedenti: inibiscono
lappetito e dunque, in condizioni normali, il loro livello aumenta quando ci si
nutre, fino a che il cervello invia il messaggio di cessare lassunzione del cibo. E
anche in questo caso i topi trattati con il C75, pur restando digiuni, avevano la
sensazione di avere già mangiato.
«Di fatto gli animali che avevano
assunto il C75 non si rendevano conto di essere a stecchetto», spiega Lane. «I livelli
dei neurotrasmettitori che eccitano lappetito, e quello dei neurotrasmettitori che
lo inibiscono erano in perfetto equilibrio, come se lalimentazione degli animali
fosse stata regolare».
Non si sa bene, però, come il C75
provochi questo effetto. Probabilmente ad agire sui neurotrasmettitori è una molecola
specifica, denominata malonilCoA. Questa viene trasformata in acido grasso
dallenzima sul quale, invece, il C75 agisce in modo diretto: quando la sostanza
blocca lenzima, il livello delle molecole aumenta. E questo è il segnale che
lipotalamo riconosce per decidere che si ha mangiato a sufficienza.
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