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21/12/2001
Un bicchiere di rosso contro il mal di cuore

Il buon vino non fa bene solo al morale, ma anche alle arterie.
Limita la produzione dell-ET 1, proteina che aiuta le ricostruzione dei vasi, ma tende ad indurirne pericolosamente la parete.

LONDRA - Scoperto perché il vino rosso fa bene al cuore: è tutto merito dei polifenoli, composti che si trovano soprattutto nella buccia dell’uva, e che sarebbero in grado di limitare la produzione da parte dell’organismo di una sostanza, l’endotelina-1 (ET-1), decisiva per lo sviluppo delle malattie cardiache.

L’ET-1 è un frammento di proteina prodotto dall'endotelio, un sottile strato di cellule che ricoprono le pareti interne dei vasi sanguigni. Normalmente, il ruolo di questa proteina è mantenere integra la struttura di vene e arterie, riparando eventuali danni. Ma un eccesso di ET-1 diventa pericoloso. "In laboratorio, abbiamo verificato che livelli elevati di endotelina-1 accelerano l’indurimento delle arterie", spiega Roger Corder, autore della ricerca e professore di terapie sperimentali alla Barts & The London School of Medicine and Dentistry di Londra. "E in effetti, i pazienti con problemi cardiaci hanno quantità particolarmente alte di ET-1 sia nel sangue sia sulle pareti interne dei vasi sanguigni, tanto che una terapia a base di sostanze che bloccano la produzione di questo frammento di proteina riesce a dilatare le arterie e a migliorare la circolazione".

Partendo da queste conoscenze, Corder e i suoi collaboratori hanno messo alcune gocce di estratto di vino rosso Cabernet Sauvignon in una provetta contenente una coltura di cellule di endotelio ricavate da vasi sanguigni di bovini. E hanno visto che effettivamente il vino bloccava la produzione di ET-1. "Abbiamo ripetuto l’esperimento con altre 23 tipi di vino rosso, più quattro vini bianchi, un rosé e un succo di uva. Il rosé, ricavato sempre dal vitigno Cabernet Sauvignon, non ha avuto nessun effetto, e nemmeno i vini bianchi. Invece, il succo di uva ha inibito la produzione di ET-1, ma in modo molto più blando rispetto ai vini rossi. Forse perché i polifenoli si sciolgono meglio nell’alcol che nell’acqua", racconta Corder dalle pagine della rivista Nature.

Da questi risultati, i ricercatori hanno dedotto che il ruolo magico spetta ai polifenoli, che si trovano soprattutto nella buccia dell’uva. Infatti, il vino rosso viene prodotto con la polpa e la buccia del chicco di uva, mentre per quello bianco si usa solo la polpa. E l’azione benefica dei polifenoli non sarebbe dovuta alle loro capacità antiossidanti (in grado cioè di contrastare l’azione dei radicali liberi che promuovono l’invecchiamento delle cellule) come si pensava finora, quanto appunto al fatto che tengono sotto controllo i livelli di ET-1. Quanto vino bere per ottenere un buon effetto protettivo? "Da quanto abbiamo visto in provetta, bastano uno o due bicchieri di vino rosso al giorno per salvaguardare la salute delle arterie", è il suggerimento di Corder.

Fonte: saluteitalia

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