La molecola in questione
è un antiossidante, ovvero ha il compito di limitare i danni che lossidazione
produce sullorganismo. Lhanno sperimentata alcuni ricercatori del National
Jewish Medical and Research Center di Denver e dellUniversità del Colorado.
«La molecola in questione, prodotta
dalla Incara Pharmaceuticals Corp., mima una sostanza naturale che si trova
nellorganismo, ma con un effetto prolungato nel tempo», raccontano gli autori della
ricerca, che hanno sperimentato in laboratorio gli effetti della molecola su dieci
topolini. «Abbiamo iniettato loro la sostanza, e il giorno dopo agli stessi animali
abbiamo somministrato una dose di cellule T che scatenano il diabete. Quindi abbiamo
proseguito con altre quattro dosi di antiossidante, lultima delle quali il nono
giorno dallinizio dellesperimento», raccontano James Crapo e Brian Day, a
capo del team che ha condotto lo studio.
Ed ecco che cosa è successo: a distanza
di tre settimane dal termine del test, nessuno dei dieci topi mostrava i sintomi tipici
del diabete, e una settimana più tardi, solo cinque animali avevano contratto la
malattia. «Un risultato positivo, visto che tutti i cinque topi del gruppo di controllo,
cui avevamo iniettato le cellule T ma non lantiossidante, si sono ammalati nel giro
di 13 giorni».
Secondo i ricercatori, la sostanza
stimola una prolungata risposta immunitaria dellorganismo che durerebbe almeno15
ore. «Nonostante gli esiti positivi di questo primo test, è ancora troppo presto per
considerare questa sostanza come un toccasana. Ci vorranno ulteriori studi, soprattutto
per capire come mai non tutti i topi sono rimasti immuni dal diabete».
Ma i ricercatori sono comunque ottimisti,
tanto da pensare che la stessa molecola possa essere impiegata anche per il trattamento di
altre malattie, come la sclerosi multipla e lartrite reumatoide.
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