Due proteine dannose
presenti nellorganismo dei malati di diabete sono state scoperte dai ricercatori del
Dipartimento di Medicina Interna dellUniversità di Torino. Queste sostanze,
prodotte come effetto collaterale della patologia del pancreas, causano un blocco della
rigenerazione dei vasi sanguigni, accelerando larteriosclerosi e le malattie
cardiovascolari.
Le due sostanze, chiamate dai ricercatori
Stat 5 e P21, sono totalmente innocue nelle persone sane, ma si trasformano in killer nei
diabetici. Abbiamo testato in vitro e in vivo il meccanismo di attivazione delle
proteine killer ha spiegato all'Adnkronos Salute uno dei responsabili della
ricerca, Luigi Pegoraro - e presto realizzeremo dei topi geneticamente modificati, che
dovrebbero rivelarsi resistenti ai danni vascolari del diabete.
Il passo successivo sarà la produzione
di farmaci che, inibendo leffetto negativo delle due proteine, proteggano le arterie
dei diabetici. E' noto - dice il medico - che le lipoproteine a bassa densità
(Ldl), impegnate nel trasporto del colesterolo nel sangue, sono alterate nei diabetici e
rappresentano una delle principali cause dello sviluppo e del peggioramento del danno
vascolare.
Dopo aver analizzato l'espressione e la
funzione della P21 (cyclin-dependent kinase inhibitor), un regolatore conosciuto per
essere il ''bersaglio'' della proteina Stat5 (signal transducers activators of
transcription), i ricercatori hanno prodotto artificialmente cellule con una delle due
proteine fasulla, che cioè non si attiva in seguito al contatto con Ldl. E abbiamo
visto - dice Pegoraro - che con la Stat5 finta il fenomeno si blocca. Però
serviva una controprova in vivo.
Per questo abbiamo studiato pezzi
di placche aterosclerotiche prelevate da pazienti diabetici, scoprendo che nei malati
Stat5 è 'accesa' e P21 è aumentata. Insomma, la prima a contatto con le
lipoproteine dei diabetici si attiva, inviando un messaggio ingannevole al nucleo della
cellula e stimolando il gene che codifica per la proteina P21, la quale, a sua volta,
cresce a dismisura, bloccando la proliferazione delle cellule endoteliali e ostacolando la
formazione dei nuovi vasi negli organi già poco irrorati a causa dell'aterosclerosi.
Questo è un punto di partenza -
sottolinea il medico - ora occorre passare allo studio sugli animali. Creeremo dei topi
geneticamente modificati, nei quali faremo esprimere, nelle cellule endoteliali [cellule
che rivestono le pareti delle arterie, n.d.r.] bersaglio delle Ldl, una proteina Stat5
fasulla. Per vedere se, nonostante le diete iperlipidiche, gli animali risultino protetti
dai danni del diabete.
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