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29/01/2002
Cellule di pancreas suino trapiantate nell'uomo

Per la prima volta i ricercatori della Nuova Zelanda sono riusciti ad impiantare delle parti del pancreas di suini neonati, una fonte naturale di insulina.

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WELLINGTON (Nuova Zelanda) - Sconfiggere il diabete trapiantando nell'uomo le cellule del pancreas di maiali neonati. Ecco il nuovo trattamento sperimentato sull'uomo da ricercatori neozelandesi della Diatranz (Auckland): hanno trapiantato con successo cellule di pancreas di maiale, produttrici di insulina, in alcuni pazienti messicani. Ma il ministero della Sanità ha bandito questa terapia ''a causa dei possibili pericoli di infezione da parte di virus suini''.

Il direttore medico della Diatranz, Bob Elliott, spiega che 12 adolescenti, 6 maschi e 6 femmine, hanno ricevuto il trapianto e che al momento, 4 ragazze e 1 ragazzo producono abbastanza insulina endogena. Grazie alle cellule trapiantate, hanno dimezzato le iniezioni quotidiane di questa sostanza. I ricercatori hanno lavorato in collaborazione con il dottor Rafael Valdes del Mexico City Children's Hospital, che ha sviluppato un metodo nuovo per trapiantarle.

''Un grande passo avanti , coerente con i risultati ottenuti negli studi su topi ed altri animali''. A commentare con entusiasmo i risultati del trial neozelandese è Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di biologia dello sviluppo dell'Università di Pavia. ''E' la prima volta - dice - che un trapianto di cellule pancreatiche di suino viene effettuato sull'uomo. E di fronte a questi dati, non si può nascondere la gioia, pensando a quante persone potranno come minimo dimezzare le dosi di insulina che devono prendere ogni giorno''.

Un passo avanti soprattutto nel campo della ricerca contro le tre patologie più comuni diabete, infarto e Parkinson. ''Lo studio neozelandese dimostra che quello che abbiamo visto è trasferibile sull'uomo. Le cellule pancreatiche di animale, infatti, hanno prodotto le isole di Langerhans, che a loro volta hanno iniziato a secernere l'insulina''. Comprensibili le cautele del ministero della Sanità neozelandese. ''Impiegando cellule staminali di tipo 'xeno' - spiega Redi - il rischio è che ci sia un passaggio di retrovirus dal suino all'uomo. Sono noti alcuni retrovirus porcini che infettano cellule di mammifero, ma questo 'inconveniente' non si e' mai verificato. Ora - conclude - sarà interessante capire dove le cellule di maiale sono andate ad impiantarsi''.

''Il trapianto di cellule ottenute dal pancreas di maiale per curare i pazienti con diabete di tipo 1 (insulino-dipendente) e' il 'ponte' verso il futuro''. Così il professor Giuseppe Remuzzi, direttore del Dipartimento trapianti dell'ospedale di Bergamo-Istituto Mario Negri, commenta l'intervento effettuato da un'equipe neozelandese su 12 adolescenti. "Tra 10 anni riusciremo a costruire in laboratorio delle isole pancreatiche autologhe partendo da cellule staminali ingegnerizzate - riferisce Remuzzi - ma nel frattempo la strada obbligata è quella di ricorrere all'impianto di isole di maiale. In caso di diabete di tipo 1 o giovanile, trapiantare un pancreas intero sarebbe troppo complicato e da decenni, in molte parti del mondo, si sta tentando di utilizzare solo alcune porzioni  dell'organo, quelle in grado di produrre l'insulina che manca''.

Fonte: ilnuovo

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