Uomini come radiatori.
Un paragone forse irriguardoso, ma che potrebbe spianare la strada a future grandi
possibilità per i trapianti di organi. Sono infatti in fase di sperimentazione sostanze
chiamate crioprotettori, in pratica anticongelanti simili a quelli appunto usati nei
radiatori delle automobili che facilitano l'adattamento dei tessuti al raffreddamento o
riducono la formazione dei cristalli di ghiaccio. Questi fluidi vengono iniettati
nell'organo al posto del sangue e il congelamento potrà arrivare fino a una temperatura
di 173 gradi sotto lo zero. In queste condizioni i tessuti diventano simili al vetro e si
potranno conservare per anni. Congelare gli organi per risolvere il problema dei
trapianti. L'annuncio di questa nuova fase della chirurgia sostitutiva è stato fatto al
Congresso Europeo di Anestesia presieduto dal prof. Gian Paolo Novelli. ''Sarà possibile
entro breve aumentare la vitalità di un organo di cinque volte e in un prossimo futuro
allungarla indefinitamente per creare banche di cuori, reni, fegati, congelati per ridurre
le liste di attesa e migliorare la compatibilità con i riceventi'', ha detto il prof.
Oreste Ortolani, associato di anestesia all'università di Firenze. Attualmente i tempi
per un trapianto sono fortemente condizionati dal rapido deterioramento degli organi,
poche ore, e dalle gravi condizioni dei riceventi. Una realtà che fa dei trapianti una
chirurgia d'urgenza con la conseguenza che si possono trapiantare solo gli organi
disponibili al momento. È difficile che il paziente sia perfettamente compatibile e
questo può compromettere nel tempo l'esito dell'intervento a causa del rigetto. È
dimostrato da studi statistici che il 30% dei trapianti va perduto a distanza di 5 anni
per rigetto a causa di scarsa compatibilità. La conservazione per mezzo del congelamento
darà il tempo di fare esami più accurati consentendo di trovare l'organo giusto per il
paziente giusto. Inoltre con tempi meno serrati si potrà valutare con cura la
funzionalità degli organi da trapiantare, si avranno maggiori certezze sulle loro
capacità di funzionamento. Congelare un organo non è impresa facile, il problema è la
formazione del ghiaccio, che con i suoi cristalli uccide le cellule.
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