| L'ospedale Le Molinette di Torino registra l'esordio di una nuova
tecnica chirurgica relativa all'asportazione di un cancro renale in laparoscopia senza
l'impiego di gas.
L'intervento, primo in Italia e diretto
dal dottor Lorenzo Repetto del Reparto di Urologia III della struttura piemontese, è
stato eseguito con successo su una donna di 81 anni colpita da carcinoma renale e inoltre
affetta da artrite reumatoide. Repetto si sofferma volentieri sulla novità assicurata da
questa metodica, mininvasiva e senza tagli: "Parliamo di innovazione perché abbiamo
rinunciato a gonfiare lo stomaco della paziente con gas - come si fa in laparoscopia per
allargare il campo visivo e operativo del chirurgo - sostituendolo con un elevatore
addominale".
Usando il termine 'laparoscopia'
intendiamo riferirci a una tecnica che, seppur mininvasiva, offre però grandi vantaggi
perché di praticare piccoli buchi, limitando il danno biologico dell'intervento. Non
solo: "consente al paziente un recupero post-operatorio molto più rapido - precisa
l'esperto - anche se non possiamo negare come la metodica abbia anche qualche
svantaggio".
Per avere lo spazio necessario
all'intervento, infatti, il chirurgo deve insufflare del gas nell'addome del malato, per
gonfiarlo e aumentare la libertà di movimento. "Elevando la pressione addominale si
aumenta anche quella toracica e si comprime la vena cava ostacolando il ritorno del sangue
dalle gambe al cuore". Con la nuova metodica andata favorevolmente in porto a Torino,
è possibile avere un buon campo visivo senza l'impiego di gas. I vantaggi per il paziente
sono evidenti: il giorno successivo all'intervento l'anziana signora poteva già
alimentarsi.
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