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05/02/2002
Trapianti cuore: defibrillatore salvavita

L'esperimento per la prima volta al mondo a Napoli.
Grazie al defibrillatore endocavitario, un paziente ha speranze anche se in condizione gravissime. L'intervento è stato reso noto solo lunedì 4 febbraio.

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Temporeggiare in attesa di un trapianto di cuore, anche quando si é in condizioni gravissime, adesso si può. Grazie ad un defibrillatore endocavitario sperimentato per la prima volta al mondo all'ospedale Monaldi di Napoli.

Il paziente pioniere é un quarantaquattrenne. Affetto da una miocardiopatia dilatativa post-ischemica non rivascolarizzabile chirurgicamente (provoca un ingrandimento del cuore e diminuisce  la capacità di pompare sangue), l'uomo a distanza dall'eccezionale intervento sta bene ed è già stato dimesso.

Può aspettare con tranquillità un cuore nuovo, le funzioni del suo sono sostituite dall'apparecchio impiantatogli  da Luigi Zamparelli, responsabile dell'unità operativa di Elettrostimolazione del Monaldi. Un defibrillatore endocavitario cardiaco che sfrutta la stimolazione  del setto nel tratto d'efflusso della polmonare invece che quella del seno coronario che richiede 4 ore di sala operatoria.

"La nuova metodica - spiega Zamparelli - dura  molto meno. In soli 40-50 minuti è possibile impiantare il dispositivo salvavita nel cuore. Ed a diminuire non sono solo quelli operatori ma anche quelli di esposizione alle radiazioni." Un tecnica che appare quindi vantaggiosa ed in cui non credono solo i cardiochirurghi del nosocomio partenopeo ma anche i colleghi di altri ospedali che la stanno validando.

A sperarci saranno soprattutto i circa mille cardiopatici che in Italia sono in lista d'attesa per un trapianto. L'anno scorso  solo 316 persone hanno ricevuto un cuore nuovo.  Nei 5/6 mesi di attesa media i pazienti vivono in condizioni di salute   gravissime  che impediscono persino lo svolgimento delle più semplici attività quotidiane, per esempio salire le scale o dormire. Ma qualcuno, come il quarantaquattrenne operato al Monaldi, non può permettersi il lusso di aspettare. A questi pazienti si presenta ora l'opportunità di migliorare la loro vita e posticipare, senza problemi, il trapianto. I più fortunati poi potranno addirittura evitare di farsi impiantare un cuore nuovo. Il defibrillatore bifocale potrebbe sostituirlo.

Fonte: ilnuovo

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