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25/01/2002
Angioplastica sottozero

Le pareti dei vasi non vengono espanse e perciò non subiscono danni

angio.jpg (3079 byte)

Una nuova tecnica che permette di congelare e rimuovere le placche aterosclerotiche dalle arterie bloccate potrebbe ridurre drasticamente il numero degli interventi di angioplastica.
I pazienti curati con questa tecnica sperimentale sembrano infatti molto meno soggetti a sviluppare nuove placche, come sembrano suggerire i primi test clinici.

L'angioplastica tradizionale consiste nell'inserire un catetere nell'alteria e gonfiare piccoli palloncini usando una soluzione salina. In questo modo i depositi di grasso vengono compressi e l'arteria riaperta. La procedura danneggia però le pareti dell'alteria, facendo si che si formino delle cicatrici.

Ora un gruppo di medici guidato da James Joye del El Camino Hospital di Mountain View, in California, ha provato a usare, invece della soluzione salina, ossido nitroso raffreddato a -10 °C. In questo modo i depositi vengono congelati e possono essere rimossi usando un minuscolo filtro.

La crioplastica, come è stata battezzata la tecnica, causa molti meno danni alle arterie, poiché non è più necessario espanderle. Inoltre, dei quindici pazienti curati finora in questo modo, solo tre hanno mostrato, novi mesi dopo, segni di una riocclusione delle arterie. Dopo un'angioplastica tradizionale oltre la metà dei pazienti ha problemi di riocclusione delle arterie e spesso necessita un ulteriore intervento.

I test stanno comunque proseguendo, e la prima fase dovrebbe concludersi con un totale di circa 100 pazienti curati in questo modo.

Fonte: le scienze

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