"Perugia
Cuore" è il nome di uniniziativa che nasce dall'Azienda ospedaliera e dal
Comune di Perugia che mira a far sì che si possa intervenire in tempi utili nell'arresto
cardiaco. Una patologia che in un anno ha causato in Umbria 110 decessi e che ha fatto
intervenire 176 volte il servizio del 118.
Per cercare di affrontare l'emergenza, saranno consegnati defibrillatori alle pattuglie di
polizia municipale che operano nei luoghi maggiormente affollati del capoluogo umbro: la
stazione di, lo stadio, i due più grandi centri commerciali, il centro storico.
I defibrillatori semiautomatici sono degli apparecchi capaci di dare la cosiddetta
scossa salvavita e di riattivare il battito cardiaco.
Questi apparecchi sanno riconoscere da soli se è il caso o no di erogare o no una forte
scarica elettrica al cuore, e possono così essere utilizzati anche da personale non
medico, al contrario dei defibrillatori tradizionali.
In diversi centri europei dove questi strumenti sono già in uso il tasso di mortalità
collegato all'arresto cardiaco è sceso del 45 per cento.
A dare il via alla diffusione capillare dei defibrillatori salvavita è stata in Italia la
città di Piacenza, con il Progetto cuore su iniziativa del professor
Cappucci.
Oltre a Perugia altri comuni italiani stanno attrezzandosi in tal senso.
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