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31/01/2002
Il primo rene fatto con cellule staminali

staminali_rene.jpg (2398 byte)

“Cresciute” su un supporto, sono state re-impiantate nel corpo del donatore (per ora una mucca).

Hanno costruito due interi reni partendo da cellule staminali, le hanno poi inseriti nell’organismo cui le cellule staminali appartenevano, ed ecco due reni perfettamente funzionanti, in grado cioè di secernere urina.

Tutto è avvenuto in una mucca, ma se l’esperimento avrà altre conferme sarà la prova definitiva che usando cellule stami,nali si possono “creare” effettivamente nuovi organi per sostituire quelli rovinati. Nella fattispecie: la soluzione definitiva per chi soffre di insufficienza renale ed è costretto alla dialisi.

La notizia viene dalla ACT, Advanced Cell Technology, la stessa società biotech che nel novembre scorso annunciò di aver avviato il primo test di clonazione umana, e i cui tecnici hanno lavorato insieme con un gruppo di ricercatori della Harvard University.

Il punto di partenza del rene artificiale-naturale è stato un gruppo di cellule staminali tratte da un embrione clonato di mucca. «Le cellule sono state indotte a trasformarsi in cellule renali, e poi fatte crescere su una “impalcatura” a forma di rene», racconta il dottor Robert Lanza, responsabile del progetto alla ACT. «Si sono così ottenuti due piccoli reni, di circa cinque centimetri, che abbiamo trapiantato in una mucca geneticamente identica. Ebbene, i reni hanno cominciato a produrre urina».

Se il meccanismo verrà verificato, sarà possibile usare - in prospettiva – cellule staminali tratte da pazienti con problemi di insufficienza renale, per “costruire” nuovi reni da trapiantare. «Per arrivarci, però, ci vorranno ancora anni», ammette Lanza. «Noi per ora abbiamo verificato il principio base, e funziona».

Non si conoscono ulteriori dettagli dell’esperimento (non vi è stata alcuna pubblicazione scientifica in merito), né il modo in cui si sono sviluppate le cellule, né se l’organo così costruito è completo a tutti i livelli: il rene è infatti una struttura molto complessa, dotata di una vasta rete di vasi sanguigni. Con tutta probabilità ciò che i ricercatori della ACT hanno ottenuto è una semplice struttura cellulare in grado comunque di filtrare il sangue.

Fonte: salute italia

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