powered by FreeFind

31/01/2002
Inventata la macchina che fabbrica cloni

È un chip in grado di denucleare contemporaneamente migliaia di uova e fonderle con cellule donatrici, anche umane, in una catena di montaggio.

Inventata la macchina fabbrica-cloni. Si tratta di un chip, ideato dai ricercatori di una società biotech californiana, in grado di creare contemporaneamente centinaia di embrioni clonati, in una vera e propria catena di montaggio.

Se, come sembra, la tecnologia funzionerà, il processo di clonazione diventerà estremamente semplice e soprattutto economico. Si potranno avere così animali ad alta genealogia in grandissima serie per gli agricoltori ma, in teoria, anche embrioni umani a ripetizione.

«Il chip rende in qualche modo automatico e seriale il laborioso processo di trasferimento del nucleo, che sta alla base di ogni processo di clonazione», dice Richard Kuo, il ricercatore che ha sviluppato la tecnologia, e che con Gregory Baxter è titolare della Aegen Bioscences. «Per il momento, infatti, ci vogliono ore di lavoro al microscopio per rimuovere il nucleo di una cellula uovo, e sostituirlo fondendo l’uovo denucleato con un’altra cellula».

La clonazione animale è in effetti un processo dispendioso. Non più della metà degli embrioni clonati si sviluppa in modo da poter essere trasferito nell’utero, e solo un decimo di questi si sviluppa fino a poter nascere. In genere ci vogliono più di cento trasferimenti di nucleo per poter arrivare a un singolo clone. «Gli scienziati partono in genere da cento o centocinquanta uova, e, prima di passare al passo successivo, le denucleano una alla volta. Possono trascorrere molte ore, e il ritardo abbassa le possibilità di successo della clonazione».

Il prototipo messo a punto alla Aegen riuscirà invece a trattare centinaia o addirittura migliaia di uova contemporaneamente. Allo stato attuale della sperimentazione, intanto, esso denuclea senza problemi 50 uova alla volta: per ora si tratta di uova di riccio di mare, la prossima settimana cominceranno i test con le uova di mucca.

Ma come funziona la nuova tecnica? Il chip consiste in una sottile striscia di silicio, di pochi centimetri di lato, nella quale sono prodotte centinaia di microscopiche cavità, destinate ad accogliere un uovo ciascuna. Grazie alla applicazione di una leggera forza centrifuga il nucleo dell’uovo, che è più denso e pesante, viene espulso attraverso un microscopico praticato sul fondo di ogni cavità. Una sorta di “coperchio”, di contro-chip contenente le cellule donatrici da fondere con quelle denucleate, viene poi applicato a contatto della striscia di silicio. Dopo la fusione - che avviene con una tecnologia non ancora resa nota - le cellule che si sviluppano nel modo corretto possono essere impiantate in maniera classica, cioè manualmente, nell’utero che le ospiterà fino alla formazione del feto e alla sua nascita.

«Se avverrà tutto questo sarà una vera rivoluzione, e un sollievo per tutti. Anche se c’è ancora molto da fare», commenta Tanja Dominko, portavoce della ACT, Advanced Cell Technology, la società all’avanguardia nei processi biotech, che nel novembre scorso annunciò la prima clonazione umana. Il primo problema, in realtà, è quello di verificare che il meccanismo funzioni con le uova di molte altre specie animali. Uomo compreso.

Fonte: salute italia

Stampa l'articolo
stampa

Spedisci l'articolo
spedisci

Primo Piano >>

Archivio News >>

MARKETPLACE

entra nel Catalogo online
Login
Password

MEMBERSHIP

REGISTRATI

Call Back

VISUALIZZA

Richiedi Prodotti

Categorie Prodotti
Partners

www.svas.it

Richiedi Prodotti

Google

©2007 e.Medicaland - Byte to Medical Business

MedicShops Health Banner Exchange Program
MedicShops Health Banner Exchange Program