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23/01/2002
Trovata nei polli una proteina supercicatrizzante

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Somiglia all’interleuchina-8, ed appare in grado di accelerare la rimarginazione delle ferite.
Un nuovo composto naturale cicatrizzante, che può accelerare al massimo i processi di rimarginazione di piaghe e ferite, è stato scoperto da un gruppo di ricercatori californiani: si tratta di una proteina presente nell’organismo dei polli – la chemochina, o “cCAF” – i cui meccanismi di funzionamento sono assolutamente simili a quelli di un’altra chemochina presente nell’uomo, cioè l’interleuchina-8. E questo potrebbe portare alla realizzazione di nuovi farmaci per pazienti con gravi problemi di cicatrizzazione, come i diabetici, gli emofiliaci, i soggetti con piaghe da decubito.

La scoperta, resa nota dal Journal of Cell Biology, si deve a un gruppo di ricercatori della UCR, University of California Riverside, che sono partiti da un dato preciso: la cicatrizzazione nel pollame avviene a un ritmo infinitamente superiore a quello umano. «In effetti in questi animali l’intero processo di chiusura delle ferite è coordinato dalla cCAF, che riesce anche a incrementare la crescita di nuovi vasi sanguigni intorno alla ferita, per far affluire più sangue, e dunque più sostanze nutrienti, ai tessuti», spiega la professoressa Manuela Martins-Green, docente di biologia e responsabile del gruppo di ricerca.

Da tempo si sa che le chemochine, proteine che hanno anche un ruolo nella risposta ai tumori, hanno la funzione di attrarre sul luogo di una infiammazione i globuli bianchi. «Quello che abbiamo scoperto è che fra cCAF e interleuchina-8 c’è pochissima differenza, in quanto anche quest’ultima appare in grado di agire sui processi di rimarginazione dei polli». In realtà le chemochine stimolano i fibroblasti, cellule piuttosto comuni, a modificarsi e a trasformarsi in cellule dalla elevata capacità di contrazione, proprio come muscoli in miniatura. Queste cellule proliferano nel tessuto durante la cicatrizzazione, fino a che la ferita non si è chiusa.

Il fatto che le cCAF dei polli e l’interleuchina-8 producano lo stesso effetto negli animali implica la possibilità, a detta dei ricercatori, che partendo da questi composti si arrivi a realizzare medicinali specifici proprio per i pazienti con problemi di rimarginazione di ulcere e ferite. E questo è, in effetti, quanto sta facendo il gruppo californiano: sviluppare aminoacidi o sostanze di sintesi che possano “mimare” , cioè avere la stessa funzione delle chemochine, senza essere distrutte dagli enzimi presenti nelle ferite.

Fonte: salute italia

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