powered by FreeFind

08/01/2002
Dal nostro corpo l'arma contro l'invecchiamento

Quello che hanno verificato alcuni ricercatori inglesi è che l'organismo stesso produce una sostanza che sembra in grado di combattere i radicali liberi.

LONDRA - Dall'Inghilterra, una buona notizia: è stata individuata una nuova proteina che sembra in grado di ritardare il processo di invecchiamento delle cellule, e quindi di tenere a distanza le malattie legate all'avanzare dell'età.
Autori della scoperta sono alcuni ricercatori del Dunn Human Nutrition Unit di Cambridge: "La proteina in questione è in grado di proteggere le cellule dagli effetti negativi dei radicali liberi", spiega il coordinatore dell'équipe inglese, Martin Brand.
I radicali liberi sono sostanze ossidanti che vengono prodotte durante il metabolismo, e si sa da tempo che possono causare danni alle informazioni genetiche contenute nelle cellule, e quindi favorire sia l'invecchiamento sia la genesi di alcune malattie. Attualmente, per ostacolare i radicali liberi gli esperti consigliano di consumare frutta e verdura, perché ricche di sostanze antiossidanti, come le vitamine A, C, ed E. 

Quello che hanno verificato i ricercatori inglesi è che l'organismo stesso produce una sostanza che sembra in grado di combattere efficacemente i radicali liberi. "In pratica, queste speciali proteine allontanano i radicali liberi dalle zone più sensibili delle cellule, convogliandoli in altri punti dove possono essere eliminati in tutta sicurezza - specifica Brand - È probabile che una carenza di queste proteine si traduca in una difficoltà per le cellule a sbarazzarsi dei radicali liberi".

Il prossimo obiettivo dei ricercatori sarà sfruttare questa nuova conoscenza per cercare di rallentare concretamente il processo di degenerazione dell'organismo. "Speriamo che questa nostra scoperta possa segnare un passo avanti nella lotta contro i danni provocati dai radiali liberi", conclude Brand. "E possa servire, per esempio, a mettere a punto sostanze chimiche in grado di potenziare l'attività di queste proteine". La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature.

Fonte: ilnuovo

Stampa l'articolo
stampa

Spedisci l'articolo
spedisci

Primo Piano >>

Archivio News >>

MARKETPLACE

entra nel Catalogo online
Login
Password

MEMBERSHIP

REGISTRATI

Call Back

VISUALIZZA

Richiedi Prodotti

Categorie Prodotti
Partners

www.svas.it

Richiedi Prodotti

Google

©2007 e.Medicaland - Byte to Medical Business

MedicShops Health Banner Exchange Program
MedicShops Health Banner Exchange Program