Una terapia genica, per
il momento ancora in fase sperimentale, potrebbe accelerare il processo di ricrescita dei
capelli caduti in seguito a un trattamento di chemioterapia. Come?
Semplicemente aumentando i livelli di un
gene, il Shh, che, secondo quanto verificato in laboratorio dai ricercatori del
Weill Medical College della università Cornell di New York, sembra fungere da
interruttore principale per la ricrescita dei follicoli piliferi.
Circa l85 per cento di coloro che
si sottopongono alla chemioterapia hanno come effetto collaterale la perdita dei capelli,
che di solito ricrescono nel giro di tre-sei mesi dal termine del trattamento. «Potrebbe
sembrare un problema secondario rispetto alla diagnosi di cancro, ma in realtà può avere
effetti psicologici devastanti», fa notare Ronald. G. Crystal, autore dello studio,
«perché rende particolarmente evidente la malattia». Di fatto, la chemioterapia non
distrugge i follicoli, bensì li danneggia temporaneamente.
Da qui lidea di trovare un modo per
risvegliarli, ricorrendo appunto al gene Shh. «Questo stesso gene è
coinvolto nella formazione di molti organi, incluso il cervello, il cuore, i polmoni,
lintestino, la pelle e lo scheletro. E sembra che svolga un ruolo anche nella
crescita dei follicoli. Per questo, abbiamo provato ad aumentare i livelli di Shh
in un gruppo di topi, trattati con una chemioterapia affinché perdessero i peli».
In pratica, i ricercatori hanno iniettato
negli animali un quantitativo extra di Shh, utilizzando come vettore un virus reso
innocuo. «Nella zona intorno al punto delliniezione, abbiamo verificato
uneffettiva stimolazione dei follicoli», scrivono gli studiosi sulla rivista Journal
of the National Cancer Institute. «Che sono entrati in fase di sviluppo prima di
quelli del gruppo di animali di controllo, che non avevano cioè ricevuto la dose extra di
gene». Inoltre, aggiungono gli studiosi, nei topi trattati la pelle intorno al punto di
iniezione è diventata più scura, segno di ricrescita dei peli.
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