| Una speranza per la psoriasi, malattia della pelle nei confronti
della quale a tuttoggi non esistono terapie efficaci al cento per cento. Un gruppo
di ricercatori delluniversità di Lausanne, a Basilea, ha infatti scoperto il
meccanismo molecolare delle infiammazioni della pelle - quello, per esempio, che si
scatena in presenza di una ferita e da questo si potrebbe arrivare a sviluppare
nuovi farmaci, efficaci appunto anche nei confronti della psoriasi. Il loro studio è
stato pubblicato sulla rivista scientifica Genes & Development.
Lepidermide rappresenta infatti la
prima linea di difesa dellorganismo, nei confronti di infezioni e ferite. In caso di
ferita, proprio, si verifica infatti un processo infiammatorio, e il gruppo di ricercatori
svizzeri, coordinato dal dottor Walter Wahli ha scoperto un recettore cellulare cioè una
proteina (denominata PPARbeta) capace di attivare le funzioni di alcuni geni, in risposta
alla infiammazione stessa.
«In presenza di una ferita alcune
cellule specializzate della pelle, i cheratinociti, ricevono proprio un segnale che
linfiammazione è in corso: a questo punto iniziano un processo di differenziazione
e di migrazione verso la ferita stessa, ove realizzano il processo di
cicatrizzazione», spiega Wahli. «Ma sono proprio le proteine PPARbeta a riconoscere
linfiammazione e ad attivare i geni responsabili dellattività dei
cheratinociti». Tanto è vero che nei topi privati della proteina in questione la
cicatrizzazione delle ferite avviene in maniera imperfetta, proprio a causa di una
insufficiente produzione di cheratinociti.
«Aver scoperto questo meccanismo è
importante per tutte le malattie infiammatorie della pelle», dice Wahli. «O meglio, in
tutti i casi in cui si ha una differenziazione dei cheratinociti. E la psoriasi è proprio
uno di questi».
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