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19/12/2001
Lalcolismo è ereditario,
ma cè un gene che lo blocca |
Grazie
a una mutazione, molti soggetti metabolizzano meglio gli alcolici, e non sviluppano la
dipendenza. |
Lalcolismo è ereditario, ma in base a quali meccanismi? E
perché lassunzione di alcol ha effetti diversi a seconda delle persone, tanto che
alcuni sviluppano la dipendenza dagli alcolici e altri no? «Sicuramente la
predisposizione genetica esiste, e conta almeno tanto quanto il fattore ambientale.
Diciamo fifthy-fifthy. Ma quali fossero i geni implicati era fino ad oggi meno
certo», risponde la professoressa Cindy Ehlers, docente di neurofarmacologia allo Scripps
Research Institute americano, e responsabile di uno studio (pubblicato sulla testata
superspecializzata Alcoholism: Clinical and Experimental Research) che getta nuova
luce sulla questione. «In particolare sembra esistere una variazione di un gene - detta
ADH2*3 che sembra proteggere dallo sviluppo dellalcolismo».
Il metabolismo dellalcol è infatti regolato dai geni che codificano la produzione
di due enzimi: lADH, o alcol deidroigenasi, e lALDH, o aldeide deidrogenasi.
Entrambi agiscono sul fegato: quando lalcol viene assunto, lADH lo converte in
acetaldeide, e immediatamente dopo lALDH converte questultima in acetato.
Lacetato, infine, viene metabolizzato dai tessuti al di fuori del fegato.
«I soggetti che hanno il gene mutato sono avvantaggiati, visto che esso regola la
produzione di un enzima ADH molto più efficiente: dunque lalcol viene metabolizzato
meglio. Si tratta di un gene presente soprattutto negli afroamericani e in alcuni
appartenenti a tribù native americane. Tanto è vero che le giovani mamme di colore,
portatrici di questo gene, corrono molto meno il rischio di avere bambini con difetti
derivati dallabuso di alcol in gravidanza».
Unaltra mutazione riguarda il gene che regola la produzione dellALDH: chi ne
è portatore tende invece a una cattiva metabolizzazione dellacetaldeide, che viene
accumulata in sangue e tessuti invece che essere trasformata dal fegato: in questo caso si
hanno rossori, mal di testa, palpitazioni, nausea. Si tratta di una mutazione che riguarda
soprattutto soggetti di origine cinese o, comunque, dellestremo oriente.
«In ogni caso la potenza del fattore genetico, per quanto riguarda lalcolismo, è
notevole: chi ha in famiglia precedenti del genere - di solito paterni corre un
rischio da quattro a cinque volte maggiore di contrarre la dipendenza», conclude la
professoressa Ehlers.
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