Le cellule staminali
sono presenti in gran numero nellembrione materno, infatti, è risaputo che durante
la gravidanza, il feto è in grado di "inviare" le proprie cellule staminali
alla madre e che queste possono ristrutturare e rigenerare i tessuti danneggiati da una
patologia.
Negli esseri umani la maggior parte delle
cellule sono "differenziate" vale a dire specializzate per una funzione
particolare a prescindere dal fatto che tutte le cellule contengono lo stesso insieme di
geni. Per esempio, una cellula dell'occhio usa un sottoinsieme differente di geni rispetto
ad una cellula dell'osso o ad una cellula del cervello.
Le cellule staminali invece sono cellule
indifferenziate che se messe in condizioni ottimali hanno la capacità di riprodursi e di
trasformarsi nei vari tipi di cellule specializzate, come quelle cardiache, nervose, della
pelle o del cervello. Fino ad oggi però, non si ha una completa conoscenza dei meccanismi
molecolari alla base del loro processo differenziativo.
Ora due gruppi indipendenti di
ricercatori hanno compiuto un importante passo in avanti e sono riusciti a trovare le vie
per "persuadere" le cellule staminali embrionali umane a diventare precursori
neuronali.
Gli esperimenti in questione, realizzati
su animali di laboratorio, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature
Biotecnology e descrivono due metodi diversi per indurre le cellule staminali embrionali
umane a differenziarsi in precursori delle cellule del cervello. In entrambi i metodi, le
cellule si sviluppano su superfici speciali e sono esposte a differenti segnali
molecolari. Dopo che le cellule staminali sono diventate precursori, i ricercatori le
hanno trapiantate nel cervello di topi neonati ed hanno potuto constatare che più tardi
nello sviluppo dei topi le cellule trapiantate hanno differenziato nei vari generi di
cellule presenti normalmente nel cervello.
La capacità di controllare
specificamente lo sviluppo delle cellule staminali embrionali in cellule del cervello è
un passo avanti importante per il loro utilizzo terapeutico; tuttavia ulteriori studi
saranno necessari per determinare se le nuove cellule così ottenute siano funzionali.
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