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Otto persone su 10 soffrono di mal di schiena

8 su 10 soffrono nella loro vita di mal di schiena, ma non tutti i casi si possono guarire. Ognuno ha, in sostanza, la propria motivazione e la ricerca diagnostica si dimostra essenziale per affrontarlo e risolverlo nel migliore dei modi.

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E' il messaggio lanciato dal primario della Unità Operativa di Neurochirurgia di Livorno, Rolando Gagliardi, così come è emerso dal convegno sull'argomento coordinato dal primario neuroradiologo di Livorno, Daniele Prosetti. L'incontro scientifico si è svolto presso il Gruppo di Insegnamento di Scienze Sanitarie dell'Accademia Navale, di cui è direttore il colonnello medico Angelo Uva.

CHIRURGIA - La casistica operatoria sta aumentando grazie alla migliore e più diffusa potenzialità diagnostica, capace di fornire occasioni di scelte precise e selettive. Secondo Gagliardi, accanto alle patologie discali, importanti cause sono l'instabilità della colonna, la stenosi ovvero il restringimento dei canali vertebrali, i crolli osteoporotici, le spondilolistesi. Dove si concretizzino deficit neurologici, il crollo può trovare soluzioni nell'impiego dei corpi vertebrali artificiali al carbonio. Nuove tecniche contro lo scivolamento di una vertebra sull'altra impiegano oggi il neuronavigatore, per una valida correzione tridimensionale della lesione.

CURE MINI-INVASIVE - Sono scelte alternative, ha precisato Giuseppe Bonaldi, primario neuroradiologo agli Ospedali di Verona e Bergamo, da applicarsi se esista un collegamento diretto tra alterazione diagnostica formulata dalla TAC o dalla Risonanza Nucleare Magnetica col disturbo clinico. Prende corpo in particolare la metodica della fibroscopia endoscopica. E' dal canto suo realtà la discectomia percutanea tramite aspirazione. Concreti successi sono quelli della vertebroplastica nella casistica osteoporotica selettiva, inserendo cemento acrilico nel corpo vertebrale, come sostegno meccanico.

NUOVI STRUMENTI - Sul piano innovativo tecnologico, ha concluso infine Prosetti, si dimostrano d'avanguardia, tra altri, l'apparecchio di compressione per lo studio della stabilità vertebrale (sono otto attualmente gli apparecchi in funzione in Italia) e quello per la stimolazione elettrica delle fibre dell'anulo fibroso, la parte periferica del disco intervertebrale, più solida e contenente il nucleo polposo, onde evitare quindi di impedire l'uscita dell'ernia discale.

31/01/2002
Fonte:
kwsalute

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