SAN FRANCISCO - Il
fumo dipende da Dna. O meglio: dalla capacità di metabolizzare la nicotina dipendono sia
il numero di sigarette consumate sia la quantità di fumo aspirato in ogni singola
boccata. Questo meccanismo, cui sono chiaramente legati anche i rischi per la
salute, è stato scoperto da alcuni ricercatori dell''Universita' di San Francisco, che
hanno pubblicato oggi il loro studio sul Journal of the national cancer institute.
Partendo dalla constatazione che il
rischio di cancro al polmone risultava molto differente a seconda delle etnie presenti in
California, gli scienziati hanno confrontato americani di origine cinese, latinoamericana
e occidentale. Scoprendo così che i cinesi eliminano meno rapidamente degli altri la
nicotina, col risultato che fumano meno sigarette e le "aspirano" meno.
Secondo i ricercatori, quando la nicotina
viene metabolizzata lentamente resta più a lungo nell'organismo e i fumatori hanno meno
bisogno di consumare tabacco: si spiegano così il ridotto consumo e le 'tirate' meno
ricche. Senza dimenticare il minor tasso di cancro ai polmoni nella popolazione
californiana cinese.
Questo non vuol dire che vadano
sottovalutati i fattori culturali: i latini, infatti, fumano meno e hanno meno tumori
rispetto agli americani di origine occidentale.
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