Italia come stai? E'
questa la domanda cui ha cercato di dar risposta l'ultima indagine condotta dall'Istat che
ha fotografato lo stato di salute del Bel Paese e lo ha confrontato con quello degli anni
addietro per evidenziare cosa e' cambiato e cosa no. L'impressione che si ha leggendo i
risultati e' che, in fatto di salute, gli italiani sono dei tradizionalisti: si sente bene
il 73,7% della popolazione intervistata, piu' uomini (77,1%) che donne (70,5%),
specialmente se residenti al Sud (75,3%); non amano i pasti veloci specie se si tratta del
pranzo, considerato ancora il pasto principale dal 70% circa della popolazione per la
maggior parte del Centro-Sud Italia. E ancora, prediligono l'ospedale come luogo di cura e
consumano farmaci con molta prudenza, affidandosi molto al consiglio del proprio medico,
tanto che in 9 casi su 10 assumono medicinali prescritti, mentre, solo l'8,2% della
popolazione assume farmaci di propria iniziativa. La percentuale di coloro che ricorrono
al proprio medico cresce con l'avanzare dell'eta', arrivando al 100% negli
ultrasettantenni, i piu' grandi consumatori di farmaci anche perche' i piu' colpiti da
malattie invalidanti e croniche. L'assunzione di specialita' medicinali e' piu' elevata al
Nord (35,5%) che al Centro (34,5%) e al Sud (28,4%), con molta probabilita' a causa di una
maggior presenza di anziani, e riguarda per la maggior parte dei casi le donne. L'Istat ha
analizzato, altresi', le malattie che affliggono il popolo italiano riscontrando che
quelle del sistema circolatorio e i tumori sono responsabili di oltre il 70% dei decessi,
seguono le malattie dell'apparato respiratorio e cresce la percentuale di morti violente.
Per quel che riguarda il Welfare, nel 2000 e' costato 290,05 miliardi di euro, vale a dire
il 3,6% in piu' rispetto al 1999, anche se esso ha inciso sul Pil uno 0,5% in meno, il 93%
e' costituito ancora dalla spesa pubblica. Ancora evidentissimo lo squilibrio tra il Nord
e il Sud del territorio, nei posti letto e nei tassi di emigrazione sanitaria a sfavore
del Sud che, invece, mostra un'inversione di marcia nel tasso di ospedalizzazione. Anche
quest'anno, dunque, l'Annuario statistico non sara' caratterizzato da clamorose sorprese,
anzi, piu' che altro da conferme, per fortuna spesso positive, che ci contraddistinguono
come popolo tradizionalista si, ma forse apprezzato proprio per questo.
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