Si riparla
di protesi al seno. Questa volta a farlo è la Commissione Europea di Bruxelles, che ha
presentato un piano di regole per rendere il più sicuro possibile limpianto di
silicone nel seno, finalmente un punto fermo dopo tanti dubbi e polemiche.
Gli elementi su cui punta la nuova
normativa sono soprattutto quattro:
a) Lincontro tra paziente e
chirurgo prima dellintervento, finalizzato alla chiara spiegazione dei vantaggi e
degli svantaggi che comporterà loperazione, e allillustrazione dei termini
dell'intervento e delle caratteristiche dei materiali che verranno impiegati;
b) L'istituzione, in ogni nazione
dellUnione europera di un registro degli innesti, allo scopo di rendere possibile un
reale e adeguato controllo del decorso post-operatorio e dei risultati che darà nel tempo
loperazione;
c) L'aumento dei livelli standard dei
prodotti al silicone, attraverso controlli più stretti;
d) La definizione di un'età minima
per potersi sottoporre a questo genere di intervento.
Una serie di iniziative, queste, che
interessano fra le 50 e le 100 mila donne italiane: tante sono, infatti, quelle che si
sottopongono ogni anno alla mastoplastica additiva, cioè allintervento di chirurgia
estetica che permette di aumentare il volume del seno con limpianto di una protesi
al silicone.
Iniziative importanti, anche perché,
sebbene siano ufficialmente autorizzate nellUnione Europea da molti anni, le protesi
al silicone destano ancora diverse preoccupazioni tra le donne.
Ma quali timori sono legittimi e quali lo
sono meno?
Lo abbiamo chiesto al professor Ermete De Longis di Roma, presidente della Società di
chirurgia estetica italiana.
De Longis risponde alle 10 domande che le donne pongono più spesso su questo argomento:
1 Quali sono le ultime novità
sulla protesi al seno?
«In questo settore non cè nulla di praticamente nuovo e che sia davvero degno di
rilievo. La stampa, specie quella femminile, pubblica notizie al riguardo che sono spesso
inconsistenti, fuorvianti, ingannevoli. Se, invece di questa continua caccia
allultima "novità", ci fosse una informazione più vera e corretta, si
farebbe un servizio migliore sia alle tante donne che desiderano una protesi al seno ma
sono frenate da dubbi e timori, sia alle donne che, avendo ricevuto la protesi, non si
sentono tranquille».
2 La protesi al silicone può
predisporre al cancro?
«Dal primo impianto (avvenuto 40 anni fa) a oggi, non risulta che una sola donna sia
morta a causa del silicone. La diretta corrispondenza di un tumore al seno, o ad altri
organi, con questo tipo di protesi, non è mai stata dimostrata. La ricerca più recente,
fatta dal National Cancer Institute di Washington, su 13.500 donne già operate e
portatrici di protesi, ha stabilito che il silicone inserito fra i tessuti mammari non
aumenta il rischio di contrarre il cancro. I problemi sono esclusivamente estetici».
3 Esistono nuovi materiali in
grado di sostituire in meglio il silicone?
«In questi anni abbiamo assistito a una continua ricerca di nuovi materiali protesici
(soluzione fisiologica, polivinil pirrodilone, idrogel, olio di soia e altro) di volta in
volta pubblicizzati come lultima e più valida scoperta in materia. Gli insuccessi
sono stati notevoli dal punto di vista estetico, in molti casi con il rischio di serie
complicazioni e limmediata sospensione del loro uso, come nel caso dellolio di
soia. Allo stato attuale le protesi al silicone risultano insostituibili, le più inerti e
sicure».
4 Il silicone si indurisce col
tempo?
«Intorno a tutte le protesi si forma sempre una capsula fibrosa cicatriziale, che è la
normale risposta fisiologica di guarigione dei tessuti circostanti. In alcuni casi, però,
la capsula fibrosa può diventare più spessa e contrattile, al punto da comprimere,
strozzare, indurire la protesi e quindi il seno stesso, con dolore e spostamento
antiestetico.
«Ciò può avvenire a pochi mesi dallintervento o a distanza di anni e interessare
una o ambedue le mammelle».
«Il problema è notevolmente ridotto (sei-dieci per cento dei casi) utilizzando le
protesi a superficie rugosa, e ancor meno se si adotta limpianto sottomuscolare».
5 La protesi al silicone può
andare incontro a rottura o a usura?
«La rottura a seguito di traumi esterni accidentali è stata riscontrata più volte con
le protesi lisce, mentre è molto rara con quelle a capsula spessa. Può avvenire anche a
causa di usura, dopo dieci e più anni. La rottura si può manifestare con modifica di
forma del seno, appiattimento, rammollimento. Dalla protesi rotta può uscire gel di
silicone, provocando la formazione di un granuloma infiammatorio di natura benigna e
chirurgicamente asportabile, mai di un tumore maligno».
6 Quali sono le protesi migliori?
«Quelle dotate di membrana spessa e di gel di silicone ad alta coesività che, anche nel
caso di rottura accidentale, non fuoriesce né si infiltra nei tessuti mammari
circostanti».
7 Limpianto della protesi
può alterare la sensibilità del seno?
«In generale no, in alcuni casi può aumentarla o diminuirla in modo temporaneo o
permanente; oppure dare parestesie, cioè sensazioni anormali in assenza di stimoli come
punture di spillo, caldo e freddo. La presenza e il grado di queste alterazioni non sono
prevedibili. Sappiamo però che una protesi molto voluminosa può diminuire la
sensibilità del seno perchè comporta una maggiore sezione dei rami nervosi».
8 La protesi ostacola
lallattamento?
«La funzione in sé non viene compromessa. Tuttavia il rischio di una mastite durante
lallattamento potrebbe complicarsi proprio per la presenza della protesi. Inoltre
con lallattamento si potrebbe alterare il risultato estetico, specialmente se il
seno tende già ad abbassarsi».
9 Impedisce di eseguire la
mammografia?
«Poichè è opaca a raggi X, la protesi potrebbe ostacolare la precoce scoperta di un
carcinoma mammario. Perciò è necessario che la mammografia venga eseguita da un
radiologo che pratica tecniche più appropriate e più accurate, indicate proprio per i
seni con protesi. Lindagine più specifica è la risonanza magnetica».
10 Limpianto della protesi
al seno è definitivo?
«Non può essere esclusa la possibilità di dover fare ricorso, in qualsiasi momento, a
un nuovo intervento chirurgico con rimozione e sostituzione della protesi per porre
rimedio, il più delle volte, alla contrattura capsulare della quale abbiamo parlato, non
prevedibile».
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